Budda Rock, la musica vince la sofferenza

“Ogni tua lacrima” album che nasce da un periodo difficile Martedì l’artista modenese in concerto ai Giardini Ducali

Silvia Costanzini

modena. Dove la Via Emilia si trasforma nella Route 66 e il fiume Panaro nel dolce Mississippi incontriamo la musica di Gianluigi Budriesi, in arte Budda Rock. Artista modenese che vanta un’esperienza trentennale di live, collaborazioni e produzioni nel mondo della musica, oggi finalmente racconta se stesso nell'album “Ogni tua lacrima”, incoronazione di un sogno e di un viaggio iniziato sulle note dei mostri sacri del rock. Lo si potrà ascoltare martedì sera alle 21.30 ai Giardini Ducali, quando proporrà anche un viaggio tra le più influenti band italiane degli anni Novanta. «La mia avventura comincia in età adolescenziale come batterista dei Radio Ganja, una band che alternava pezzi propri a cover poco conosciute dalla maggioranza. La folgorazione alla batteria l’ho avuta grazie ai Dire Straits ed in particolare al grande Terry Williams. Continuavo a guardare e riguardare “Alchemy” innamorandomi di quello strumento». Nel momento in cui imbraccia la chitarra, però la musica cambia e prende forma prima il progetto “Doppio malto”, e poi “Harley Road”, con cui inaugura un nuovo capitolo di “puro rock, puro divertimento”. La band riporta in vita i classici rock dagli anni 60 fino ai 90, con un repertorio che spazia dagli Stones ai Guns n’ Roses, passando da Pearl Jam, Stone Temple Pilots, seguendo il filone grunge di Seattle. «Cresciuto con i Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Led Zeppelin, Hendrix, Otis Redding, e tutto il panorama del soul e del blues», il gruppo lo porta a performare i brani dei suoi idoli su palchi ed eventi importanti «sia per location, che per pubblico».


Ma questa è solo una tappa sul cammino di Budda, che nel 2016 si cimenta nella composizione di lavori inediti in qualità di artista solista. Dolore e malinconia di un momento difficile si riversano nella scrittura di 10 tracce che raccontano storie di vita attraverso le sonorità di un rock squisitamente genuino. Complice il lockdown, il rocker nostrano registra l'album nel 2020 al Peak Studio di Reggio Emilia, e può vantare la collaborazione di Antonio Viola alla chitarra, Gustavo Savino alle tastiere, Diego Lancellotti alla batteria, Marco Simon Maccari al basso, e Laura Garuti al violino.

“Ogni tua lacrima” è il singolo apripista da cui prende il nome l'intero album e che più simboleggia quest’ultimo. La lontananza di un padre dall’amore del figlio viene dipinta in «un racconto struggente, una canzone dove c’è dentro tutta la sofferenza provata in un particolare periodo della mia vita. Quando l’ho scritta stavo soffrendo parecchio, e forse proprio per questo, la considero la mia canzone migliore». Il dolore è una presenza costante che nel videoclip della canzone danza nel corpo di una donna dall’abito rosso fuoco. Il suo ballo invadente però ad un certo punto si spegne e svanisce per lasciare il posto al volto sorridente del figlio. Sotto alla scorza da rocker nostalgico, si nasconde infatti un inguaribile ottimista. Lo dimostra che dalla profonda disperazione è nata una canzone che riesce ad emozionare l'ascoltatore creando quella che Budda vive come una magia. «Mi aspetto semplicemente che le persone che mi faranno il regalo di ascoltare le mie canzoni possano capire quello che volevo esprimere»: è ciò che si augura il cantante nell'intraprendere un nuovo inizio senza voltarsi indietro. «Indietreggerò solo per prendere la rincorsa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA