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Modena, Margherita ha fatto Bingo: «Dal pubblico l’energia giusta per le mie nuove canzoni»

Vicario alterna la sua attività di musicista a quella di attrice Martedì in concerto all’arena del Lago di Ponte Alto

MODENA. Martedì 14 settembre, alle 21.30, il Bingo tour di Margherita Vicario farà tappa a Modena, sul palco dell’Arena sul Lago di Ponte Alto. La cantante e attrice romana presenterà il suo ultimo lavoro discografico, Bingo, pubblicato a maggio. «Ho iniziato a lavorare a queste 14 tracce nel 2019, quindi da più di due anni – spiega Margherita Vicario – La pandemia ha sì rallentato i ritmi lavorativi, soprattutto per quanto riguarda la recitazione. Ma mi ha anche permesso di mettere una certa cura nella ricerca stilistica e di significato di questo album». Margherita Vicario, classe 1988, ha già all’attivo un album (Minimal Musical, 2014), un ep (Esercizi Preparatori, 2014) e una serie di singoli. Significativa anche la sua carriera di attrice in tv e al cinema.

Bingo nasce a cavallo della pandemia. Che effetto ha avuto questo periodo sulla tua musica?


«Credo che servirà del tempo per far depositare quest’esperienza in modo da rielaborarla musicalmente. La pandemia mi ha ispirata per scrivere una canzone, che è “Come va”. Ma penso che la strada per uscirne completamente sia ancora lunga, vedremo con il tempo cosa rimarrà».

Bingo tour sta facendo un pieno di date in tutta Italia. Com’è tornare a suonare dal vivo?

«È bellissimo. Mi godo ogni concerto come se fosse il primo ed è straordinario vedere con quanto entusiasmo sia stato accolto l’album. Un entusiasmo che rivivo in ogni data che faccio. Dal palco si sente l’energia che le persone ci mettono per essere lì, ad ascoltare di nuovo musica live. Si percepisce quanto la musica, e l’arte in generale, sia tornata ad essere un’esigenza primaria, un bisogno. Eppure, le regole alle quali deve sottostare tutto il mondo della cultura vanno nella direzione opposta, relegandola in uno spazio di marginalità rispetto a tutto il resto».

Si riferisce alla necessità di cantare davanti a un pubblico a sedere?

«Principalmente ma non solo. Quello che più di tutto rende la situazione difficilmente comprensibile è questo squilibrio nel trattamento dei diversi eventi. Il nostro pubblico deve essere contingentato, distanziato e seduto. Allo stadio invece possono entrare migliaia di persone e accalcarsi nelle piazze per assistere a una partita di calcio. Com’è possibile che le regole siano così diverse? Il mondo della cultura è stato declassato all’ultimo posto delle priorità e questo non penalizza soltanto il progresso della nostra società ma anche un intero settore, fatto di lavoratori e di persone reali con problemi reali da affrontare. E poi cosa succederà quando tornerà l’autunno? Mi mette tristezza pensarci».

Ha anche partecipato allo spettacolo- concerto “Storie della buonanotte per bambini ribelli”, per il quale ha cantato e recitato a fianco dell’Orchestra Multietnica di Arezzo.

«È stata un’esperienza bellissima, soprattutto dal punto di vista umano. L’organico dell’orchestra cambia a seconda dalle date, ma si parla di circa 30 elementi sul palco. Ecco, per me si è trattato di una grande momento di rinascita musicale, proprio per la varietà di professionisti chiamati ad esibirsi insieme. Inoltre, l’Orchestra Multietnica d’Arezzo riunisce appunto musicisti da diverse parti del mondo. Io non ho viaggiato molto finora, ecco perché quest’esperienza mi ha permesso di ascoltare storie di luoghi e culture che non conoscevo. Questa dimensione globale dell’arte per me è impagabile. E poi le “bambine ribelli” delle quali parla lo spettacolo provengono da tanti paesi diversi: è come poter viaggiare, attraverso la musica e i racconti di altri».