Storie e avventure di donne single travolte da un labirinto affettivo

Elena Soprano ha pubblicato per Edizioni Effigie «La ragazza Melampo» «Un tema che da anni viene vissuto con non poche contraddizioni»

cristiana minelli

«Escono e rientrano dalle auto. E non per scambiarsi figurine. Tutto chiaro. Sono la ragazza di guardia in un posto di scambisti, sono una Ragazza Melampo». Dopo «La maschera» (Archinto 1994, Baldini & Castoldi 1995) – il suo romanzo d’esordio, tradotto in cinque Paesi – e dopo «La signora ermellino» (Edizioni Effigie 2007, 2016) che più d’un critico ha avvicinato a «La storia» di Elsa Morante), Elena Soprano torna con «La ragazza Melampo», (pp. 160, € 19.00, Edizioni Effigie), undici racconti su donne che alla stabilità affettiva hanno preferito la vita da single.


Nata a Sondrio, da anni residente nel nostro Appennino, Elena Soprano, è autrice feconda, eclettica, pluripremiata, di testi per radio, quotidiani e periodici, ideatrice di laboratori e testi per le scuole, attiva anche nel campo della letteratura per ragazzi.

In questo caso ha costruito un libro di racconti, un testo per frammenti, che propone un’alternanza di situazioni differenti e distanti.

A volte comiche – come in «Filomena», la donna napoletana con la compulsione del controllo della spazzatura differenziata del suo condominio, che fa una corte serrata al ragazzo egiziano delle pulizie – a volte più intense, come ad esempio in «Media Vita» di cui è protagonista Linda, cantante in un coro, che quando canta sa solo l’incipit e quando intreccia una relazione non riesce a spingersi oltre il primo tempo.

«La ragazza Melampo» è un affondo nella caleidoscopica realtà femminile, fra contraddizioni e fragilità, troppo spesso censurate, di uno sfuggente universo maschile. Com’è nato il libro?

«Si tratta di una raccolta di racconti sulla ‘singletudine’ femminile, un tema che da anni indago e che le donne, tra desiderio di appartenenza e bisogno di indipendenza, vivono con non poche contraddizioni. I racconti sono nati nel corso di un decennio. Dopo aver pubblicato «Casa Demòn» (per Topipittori) hanno fatto da sfondo ad altri libri. Sono abituata a scrivere su più registri e anche questa è una sorta di indagine, stilistica, che si accompagna a quella dei temi. Il focus della complessità femminile e della relativa interpretazione del mondo si ritrova comunque in tutti i miei romanzi».

«Filomena», «Zoe dei Lemmi», «Le parigine», «La ragazza Melampo», «Greta 15-35-50», fra le altre. Viene da chiedersi dove vanno tutte queste donne? E soprattutto di cosa sono alla ricerca ?

«Sono donne di estrazione sociale ed età diversa, ognuna, a modo suo, coinvolta in un labirinto affettivo, un vortice energetico che la vincola a una relazione tra bisogno di riconoscimento, affetto, amicizia ma anche di indipendenza. Un mondo femminile che scopre una profonda ferita interiore che l’altro non può sanare».

Dopo romanzi fortunati e premiati, e numerose e differenti collaborazioni letterarie e giornalistiche, un libro di racconti, trionfo dell’arte più difficile, la brevitas

«Nella mia scrittura la struttura del libro si crea da sola, a seconda dello spazio-tempo che vivo. In periodi più liberi nascevano storie di più ampio respiro, i romanzi appunto. Lo scrivere nel mio caso si adatta biologicamente alla mia vita. Con gli impegni aumentati degli ultimi anni la forma ha trovato la sua strategia espressiva in una dimensione più breve, non per questo più risolutiva».

Come si fa a sentirsi la versione light di un barbapapà in un cielo di gazzosa? Bisogna essere femmine?

«Bisogna essere soprattutto persone sempre disposte all’incanto e ad alimentare lo stupore, nonostante poi il mondo reale ci obblighi a una vita di routine dove spesso si perde “la scintilla” interiore. É fondamentale per questo coltivare l’immaginario, la curiosità, nutrirsi di linguaggi».

Prima o poi l’amore arriva? Come dice Stefano Benni?

«Si, ma il testimone passa dai miei personaggi al lettore: quanto culturalmente sono condizionate le donne al concetto di amore ‘salvifico’? Perché l’amore deve essere sempre ostaggio del concetto di coppia? Con quanto amore viviamo le nostre vite? Sarà una nuova declinazione di Amore, sull’intero spettro della nostra esistenza, a permettere di incontrare sinceramente l’altro».

Ricordiamo anche che In uscita, ancora, la riedizione del primo romanzo di Elena Soprano per GAEditori e «White as snow», romanzo per adolescenti che a novembre pubblicherà Voglino editore.

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