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Modena. Mostra alla Rossini: Storie e volti della lirica modenese oltre le leggende Pavarotti e Freni

Nella sede della Corale Rossini una esposizione curata da Daniele Rubboli  per scoprire “Due secoli di artisti” che non si possono dimenticare

MODENA Una mostra dalla A di Adani alla S di Santunione. Sabato 2 ottobre alle 11 presso la Corale Rossini (via Borri 30) sarà svelata l’esposizione “Due secoli di artisti lirici modenesi”. Tra i trentadue interpreti sulle quattro pareti, due non hanno bisogno di presentazioni: Mirella Freni e Luciano Pavarotti. Gli altri trenta cantanti in mostra fino a sabato 16 rappresentano tappe di un percorso all’insegna della restituzione.

«Bisogna smettere di pensare a Modena come la città di Freni e Pavarotti - dice il curatore Daniele Rubboli - Sono state due persone meravigliose e hanno onorato la città con la loro arte. Per secoli Modena ha però prodotto tantissimi cantanti, che non meritano di essere dimenticati». Il soprano Nanda Adani ha conquistato l’Opera di Roma per poi divenire una voce radiofonica in Brasile. In Sudamerica ha riscosso successo il baritono Aristide Anceschi, già attivo in Inghilterra, Malta e Unione Sovietica. Il tenore Vladimiro Badiali ha girato in Europa, arrivando in Egitto e concludendo la carriera alla Scala. Il soprano Cristina Barbieri ha studiato con Leone Magiera, Raina Kabaivanska e Freni prima di conquistare gli Stati Uniti. Il tenore Massimiliano Barbolini è partito dalla Corale Rossini per esibirsi in quattro continenti. Belgio, Olanda e Inghilterra i palcoscenici internazionali solcati dal soprano Valentina Bartolamasi. I soprani Luigia Boccabadati e la figlia Virginia interpretarono i successi di Rossini e Verdi con i compositori ancora in vita. Il tenore Duilio Bonacini si è alternato tra il Sudamerica e Modena, il teatro e il catasto. Franco Bonacini ha gestito bar tra un successo e l’altro come tenore. Bruno Bulgarelli è stato commesso e imbianchino prima di sfondare come tenore. Il soprano Maria Teresa Burchi da Sestola ha portato le arie di Wagner in giro per l’Europa. Il basso Dario Caselli s’è esibito a lungo alla Scala. Il soprano Teresa Chelotti è stata la prima “Aida” a essere registrata in un disco. Il basso sassolese Bruno Cioni ha attraversato l’Europa e l’Africa, lavorando per la Rai. Il baritono Franco Corzolani ha smesso i guantoni da boxe prima di abbracciare l’opera. Il soprano fossolese Serena Daolio dalla Corale ha raggiunto la vetta in Spagna. Il tenore magretese Ferrando Ferrari da garzone è diventato cantante e scrittore. Il basso carpigiano Riccardo Ferrari continua a esibirsi in giro per il mondo. Gianna Galli ha compiuto un viaggio da soprano ad agente teatrale. Il tenore Carlo Gozzi s’è imposto nelle Filippine, in Sud Arica e in Russia. Il baritono Vincenzo Guicciardi ha prediletto l’Italia, ispirando lo stesso Pavarotti. Riccardo Muti e Claudio Abbado sono direttori d’orchestra con cui ha lavorato il tenore sassolese (ex operaio) Bruno Lazzaretti. Maria Gabriella Onesti ha calcato i teatri europei da soprano. Amalia Pini ha condotto una carriera internazionale da mezzosoprano. Il tenore finalese Arrigo Pola ha strabiliato nelle Filippine e in Giappone. Francesca Provvisionato prosegue in Ungheria il percorso da mezzosoprano iniziato a Modena. New York e Buenos Aires i luoghi in cui ha brillato di più il soprano Hilde Reggiani. In Sudamerica sono stati apprezzati il tenore Ondino Righi e il soprano sassolese Orianna Santunione, residente a Milano.