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Modena il 16 ottobre musica d’autore allo Storchi con i vincitori del Premio Bertoli

I riconoscimenti a Roby Facchinetti, Diodato, Enzo Avitabile e Maria Antonietta Alberto, figlio di Pierangelo: «Poco valorizzati testi e impegno di mio padre»

Nicola Calicchio

MODENA. Dopo un percorso travagliato, a causa della pandemia, l'ottava edizione del “Premio Pierangelo Bertoli 2020” giunge al suo atto conclusivo. La finale si terrà sabato 16 ottobre, alle 21, al Teatro Storchi di Modena e vedrà la premiazione di grandi nomi della musica italiana, oltre che i vincitori nella sezione Nuovi Cantautori.


Il valore artistico di Pierangelo Bertoli è stato talmente elevato da motivare la nascita di un concorso che intende premiare i cantautori che, proprio come ha fatto Pierangelo, siano capaci di arrivare al cuore della gente attraverso i contenuti dei loro testi, l'impegno sociale e la capacità di distinguersi rispetto alle tendenze di pensiero e di moda attuali.

Il “Premio Pierangelo Bertoli” è indetto dall'associazione culturale Montecristo con il sostegno della famiglia Bertoli, la direzione artistica di Alberto Bertoli e Riccardo Benini e la collaborazione di Bper.

Nella serata finale, che sarà presentata da Andrea Barbi, i nuovi cantautori saranno accompagnati dalla band di Pierangelo Bertoli, diretta da Marco Dieci.

Quest'anno il riconoscimento sarà assegnato a Roby Facchinetti. Cantautore, compositore di successo, fondatore e storico tastierista dei Pooh, Roby Facchinetti si aggiudica il premio “grazie all’innata capacità di arrivare al cuore della gente attraverso i contenuti veicolati dai testi delle sue canzoni”, come testimonia “Rinascerò, rinascerai”, brano scritto in collaborazione con il compianto Stefano D’Orazio, dedicato alla resistenza degli italiani durante la pandemia.

Il premio nella categoria "Per Dirti t'Amo" lo ritirerà Diodato, “per aver parlato nelle sue opere del tema dell’amore anche sul piano universale”; per "Italia d'Oro" scelto Enzo Avitabile, “per aver descritto nei suoi brani la situazione politico-sociale contemporanea o prospettica”; quello "A Muso Duro" a Maria Antonietta, “per aver trattato nelle sue canzoni il tema dell’anticonformismo e dell’indipendenza intellettuale”.

«È stato un anno molto travagliato e pesante – spiega Alberto Bertoli – A pagarne le conseguenze soprattutto lo spettacolo e quanti lavorano in questo ambiente. Noi siamo riusciti a mettere in calendario una nuova data per la finale e di questo sono molto felice, perché il premio lo merita ed i ragazzi devono andare avanti. Vedendo i nomi dei premiati quest'anno posso dire che la memoria di mio padre è ancora salda».

Allo Storchi arriveranno grandi artisti.

«Sono quattro big, quattro cantautori molto importanti sulla scena musicale italiana. Roby Facchinetti rappresenta la parte più pop mentre nel nuovo cantautorato abbiamo Diodato. Nella parte più tecnica, ovvero world music, premieremo Enzo Avitabile. Infine, Maria Antonietta rappresentante della scena indipendente. Quattro cantautori che abbracciano i gusti degli italiani».

Cosa ha detto Roby Facchinetti quando gli avete comunicato l'assegnazione del premio?

«È stato molto contento della scelta. Mio padre e Roby militavano nella stessa casa discografica e si sono conosciuti molti anni fa. Anche gli altri premiati hanno accolto con favore la notizia. Enzo Avitabile ha sempre considerato Pierangelo un maestro e, allo Storchi, proporrà un emozionante tributo a mio padre, cosa che non succede spesso nella serata finale, dove gli ospiti esprimono il loro mondo. La stessa cosa farà Maria Antonietta».

Questo è un Premio nato soprattutto per fare emergere gli artisti indipendenti .

«Sarà emozionante per loro esibirsi con una band dal vivo e su un palco calpestato da grandissimi artisti. Questo è un mondo che ti mette sempre in gara con qualcuno e la serata dello Storchi può essere, per gli otto finalisti, una prova per vedere se hanno la forza per andare avanti. Vi sono diversi premi per i vincitori: una borsa di studio, la sponsorizzazione di un tour, oltre che somme in denaro. E poi c'è il premio assegnato dal fans club. I quattro finalisti, oltre che proporre un loro brano, interpreteranno un successo di Pierangelo».

Hai sempre sostenuto che tuo padre non è stato valorizzato abbastanza come successo per altri artisti.

«Non si capisce bene perché alcuni cantautori italiani siano stati eletti quasi a divinità mentre altri sono considerati minori. Oltre a mio padre voglio ricordare Ivan Graziani, ma ve ne sono tanti altri. La qualità dei testi e dell'importanza sociale di Pierangelo, oggi non mi sembra ben rappresentata da altri. Se non fosse per questo premio nessuno ne parlerebbe. Questo mi sembra un po' triste».