Nei presepi di Ricci rivivono lieta novella e cultura contadina

Nel Castello dei Montecuccoli a Pavullo approdano anche i presepi di Giuseppe Ricci. Presepi materici, esposti fino al 9 gennaio, che il pavullese costruisce con materiali diversi, creando delle vere e proprie scenografie dei luoghi del Frignano, dove la natività costituisce l’elemento fondamentale per ricordare il grande evento. Presepi “ambientati” che consentono all’artista di raccontare la vita quotidiana, cercando di recuperare la profondità di storie e di memorie dei luoghi e dei personaggi della montagna.

Tutto è rappresentato nella semplicità di gesti, di piccole azioni, quasi alla riscoperta del privato e del mondo degli affetti. L’artista fa rivivere l’attesa del Natale, attraverso gli insegnamenti del maestro agli alunni della scuola elementare, la vigilia di Natale, vissuta con una straordinaria partecipazione affettiva, la lieta novella che determina lo stupore di coloro che vivono sotto lo stesso tetto di una casa rustica, la recita del sermoncino che impegna i bambini per la grande occasione. Ogni località si sente impegnata a celebrare la nascita di Gesù e ciò accade non solo nell’ambiente familiare, ma anche all’aperto. E per l’artista ciò diventa un’occasione per mettere in luce le caratteristiche dei borghi, con i loro monumenti, come la Pieve di Renno, il Castello di Semese, la chiesa di Sassoguidano. A Ricci piace dare significato alle esperienze delle piccole cose, ai profumi di quelle terre, alle presenze genuine, alle gioie del vissuto anche in povertà.


Ogni cosa pare manifestare una forte ragione di esistenza, grazie ad una rappresentazione realistica, in cui prevale il senso di un accorto criterio di selezione di materiali, anche poveri. Tutte le sue commozioni scultoree tendono ad una serena narratività che si scopre anche nelle opere pittoriche con cui l’artista esprime emozioni e situazioni dell’anima antica e popolare della gente pavullese. Il suo lavoro si pone come recupero dei valori della tradizione, testimonianza di vita, di un caldo sentimento dell’esistenza di gente laboriosa. “Ricci – scrive il compianto artista carpigiano Romano Pelloni – è un narratore, con un realismo attento, della sua terra”. Pratica l’arte dal 1974, quando ha esposto i suoi lavori alla Galleria Comunale di Sassuolo. Ha lavorato per anni alla Ceramica Mirage di Pavullo, come tecnico ricerca e sviluppo.