Contenuto riservato agli abbonati

La “Cantata d’autore” di Simone Cristicchi arriva a Modena: «Nel mio spettacolo la voce degli ultimi»

Monologhi, poesie e canzoni per raccontare un’altra umanità: «È un viaggio e sul palco apro una valigia piena di storie»

Modena. Come un cartografo che ha viaggiato in diversi paesi lontani, Simone Cristicchi con “Cantata d’autore”, apre al pubblico la sua valigia di “ricercautore”. L'artista sarà in scena venerdì alle 21 al Teatro Pavarotti Freni di Modena: alternati al suo repertorio, brilleranno sul palco alcuni omaggi alla grande canzone d’autore italiana. Si potranno ascoltare brani da Fabrizio De Andrè a Sergio Endrigo per poi immergersi nei successi della sua carriera, quasi a creare un filo di continuità tra mondi distanti nel tempo. Nello spettacolo trovano spazio poesie e monologhi tratti da alcuni dei suoi spettacoli come "Magazzino 18", "Mio nonno è morto in guerra", "Manuale di volo per uomo" e "Orcolat 76", mettendo in luce le sue capacità attoriali e affabulatorie.

"Cantata d’autore", di e con Simone Cristicchi, per voce e coro, è una coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e Fondazione Teatro Comunale di Modena. Gli arrangiamenti e direzione sono di Valter Silviotti e l'artista sarà accompagnato dall' Orchestra Città di Ferrara con l'Accademia Corale Vittore Veneziani.


Simone Cristicchi, da dove è nata l’idea di questo spettacolo che peraltro ha debuttato durante i mesi più bui di pandemia?

«È nata grazie al direttore del Teatro Comunale di Ferrara Marcello Corvino che ha avuto l’idea di realizzare uno show che raccontasse le mie due anime, quella di musicista e cantautore e quella di narratore e attore. Così per la prima volta ho accettato l’idea di raccontarmi, di mettere in qualche a modo a nudo i miei 15 anni di intensa attività artistica tra canzone d’autore, teatro di narrazione e poesia. Prima della seconda chiusura dei teatri in Italia, avvenuta a fine ottobre dello scorso anno, lo spettacolo doveva inaugurare la stagione di Lirica 2020/21 del Teatro Comunale di Ferrara. Ma poi tutto si è fermato, così lo abbiamo registrato dal vivo sempre al Comunale di Ferrara nei giorni di chiusura e poi trasmesso su TV2000 il 30 dicembre ottenendo successo e critiche molto positive. Ora lo stiamo riproponendo dal vivo e devo dire che sono molto emozionato e onorato di farlo proprio al Comunale di Modena, un palcoscenico di eccellenza che porta il nome di due dei più grandi cantanti lirici di tutti i tempi».

“Cantata d’autore” le piace definirlo come un “viaggio” nel quale porta una “grande valigia” che apre al pubblico.

«Proprio così, è un viaggio musicale che ha il compito di restituire la voce agli “ultimi”: matti, eremiti, anziani, minatori, reduci della guerra ed esuli dall’Istria. Con me il mio bagaglio di esperienza di vita da artista, una “grande valigia” che apro al pubblico e mostro la mappa di piccoli tesori che sono riuscito a tirare fuori dall’oblio per riportarli alla memoria, che vogliono arrivare al cuore. Parto dai giorni nostri, con una poesia scritta durante il lockdown, e viaggio nel tempo, tra canti degli alpini e le difficoltà del periodo della seconda guerra mondiale. Dentro la valigia anche l’esilio, cosa vuol dire essere sradicati, e poi l’emarginazione, la malattia mentale, la diversità, fino alle storie dei reduci di guerra mondiale, perché le loro storie e le loro memorie sono grandi insegnamenti. Lo spettacolo si conclude con un inno allo spirito, all’invisibile, e “una lettera che parla a Dio", all’assoluto, con una canzone inedita “Dalle tenebre alla luce”, che vuole essere un augurio di speranza».

Qual è il punto di forza di questo spettacolo?

«L’umanità con cui racconto di me e del mio percorso di vita attraverso l’evoluzione della mia carriera, dapprima come narratore per poi arrivare a mettere in musica il mio aspetto interiore che credo si sublimi con l’ultimo mio brano “Abbi cura di me”. Se all’inizio della mia carriera raccontavo storie di altri ad un certo punto, da pochi anni a questa parte, ho trovato il coraggio di raccontare finalmente anche la mia attraverso uno spettacolo e un libro che ho scritto dal titolo “HappyNext. Alla ricerca della felicità”».

Come sono le reazioni del pubblico a questo spettacolo?

«Molto positive, ho un pubblico molto affezionato che mi segue con grande curiosità, pazienza e dedizione».