Laboratorio aperto: per due giorni ci si immerge nella realtà virtuale

Si possono prenotare le postazioni per vedere una selezione di opere del Festival di Roma

MODENA. Dopo la mostra del cinema di Venezia, anche il festival di Roma apre una finestra su Modena con il “Laboratorio aperto” che da giovedì diventa per la prima volta satellite del VRE, il Virtual Reality Experience, Extended Edition, il primo festival italiano interamente dedicato alle esperienze immersive (Cinema VR, VR Exhibition, XR Arts & Gamification).

In tutta Italia sono solo cinque i “satelliti” del Festival (oltre a Modena: Roma, Milano, Torino e Palermo) dove poter vedere gratuitamente una selezione ufficiale di una decina delle 30 opere in realtà virtuale provenienti da venti Paesi diversi: al “Laboratorio aperto”, in viale Buon Pastore 43, dotato di tecnologie all’avanguardia nel campo della realtà virtuale, il VR Lounge è aperto giovedì 14 e venerdì 15 ottobre dalle 18 alle 20; sabato 16 ottobre dalle 11 alle 19. È consigliata la prenotazione sulla piattaforma Getcrowd (www.getcrowd.eu/it/event/vre21) raggiungibile anche dal sito www.laboratorioapertomodena.it, dove si trova anche l’elenco dei progetti che è possibile visionare nelle tre giornate di Festival.


Sono previste sessioni della durata di 50 minuti, intervallate tra loro per permettere pulizia e sanificazione dei dispositivi, garantendo dunque il massimo livello di sicurezza ai partecipanti. È prevista la possibilità di prenotare più sessioni per chi volesse vedere tutti i contenuti proposti.

Tra le dieci opere selezionate ci sono anche quelle di due italiani: “Reformed al VR” di Lino Strangis, una suggestiva cyber-action painting, e “ll dubbio. Episodio 2” di Matteo Lonardi, riflessione sull’esperienza artistica della pittrice keniana Beatrice Wanjiku a partire dalla perdita della madre e della sua influenza che ha avuto sul processo creativo.

Gli altri lavori sono realizzati da artisti tedeschi, danesi, belgi, canadesi, keniani, israeliani e giapponesi.