“Sgurbiòl”: il Novecento visto con gli occhi di una modenese

La storia vera di una modenese nata e cresciuta in campagna durante la guerra e diventata operaia raccontata dalla protagonista e scritta dalla giornalista Alessandra Romeo sarà presentata domani all'Istituto Storico di Modena

Carlo Gregori

“Sgurbiòl” è il soprannome di Leila, una ragazzina figlia di contadini che vede passare sotto i suoi occhi un’infanzia di campagna vicino a Bomporto, dura ma concreta, una guerra sempre più vicina, la barbarie dei fascisti che durante i rastrellamenti prendono il fratello, lo torturano e lo uccidono, e un mondo nuovo dopo la primavera 1945. Sgurbiòl è un soprannome che i contadini danno a Leila perché piccola e gracile, non più bambina non ancora donna.


Quello sgorbietto maturerà un amaro senso della giustizia assistendo ai mille processi contro il boia di Nonantola: giustizia non sarà fatta se non quella formale che si racchiude nella pena infima che dovrà scontare per tutto il male che ha fatto, anche alla sua famiglia.

Le promesse e le speranze di rinnovamento della Liberazione non si vedono, la vita di campagna resta dura. Poi la militanza nel Pci, il suo ingresso in fabbrica e il suo impegno sul lavoro fino a diventare caporeparto danno una svolta definitiva lala sua vita portandola al cuore della modernità. Infine la scoperta della lettura, iniziata alla fine della guerra con una logora edizione dei Miserabili di Victor Hugo regalata da un carabiniere in pensione, e la passione per il ballo.

L’attaccamento al lavoro e l’impegno sindacale non bastano però a superare la sua amara constatazione che le donne in fabbrica sono comunque pagate meno degli uomini, già prima dell’accesso in massa delle donne italiane nel mondo del lavoro.

La vita le riserverà un grande amore, Amos, conosciuto in Fgci: ad unirli la passione comune per le uscite insieme, i balli, le serate al cinema e la politica. Questa è la storia di una donna di Modena; Leila, raccontata in un libro-testimonianza scritto e curato da Antonella Romeo, giornalista professionista torinese, con una postfazione di Natascia Corsini.

Il libro, scritto con abilità evitando gli eccessi dell’autobiografismo e le inevitabili banalità dei ricordi del passato, un pezzo di storia locale e nazionale visto dagli occhi di una donna che avrà una sua vita, conoscerà un benessere ignoto ai genitori, avrà una famiglia sua e attraverso il sindacato si impegnerà a mantenere i diritti conquistati.

Una vita semplice ma densa di fatti e significati. Il racconto autobiografico di Leila, così carico di umanità di acutezza, abbraccia tutti i grandi cambiamenti sociali e la modernizzazione che hanno investito l’Italia e soprattutto Modena dal Dopoguerra ad oggi.

“Sgurbiòl. Delle cose e del tempo di Leila”, appena pubblicato da Seb27 Edizioni (16 euro), verrà presentato venerdì 15 ottobre alle 18 presso lstituto Storico di Modena alla Sala Giacomo Ulivi di via Ciro Menotti (Ex Mercato Ortofrutta) dalle stesse Antonella Romeo, autrice, e Leila Panza, protagonista del libro. All’incontro parteciperanno Natascia Corsini del Centro Documentazione Donna e Claudio Silingardi dell’Istituto Storico.

Obbligatori mascherina e green pass. Obbligatoria anche la prenotazione: 059451036. I posti sono già in esaurimento.