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Modena. Cercando una sana alimentazione «La nostra bussola per evitare miti, fake news e ipocrisie» 

«Il tempo delle diete» libro del medico modenese Carlo Bertoli con la dietista Teresa Vecchiati

Se un autore intitola il suo libro «Il tempo delle diete. Cronaca di un martirio impossibile» (pp. 148, € 15.00, Oligo editore) significa che, per più di un verso, il cammino verso un’alimentazione sana e corretta, può essere una via crucis. Un medico modenese, Carlo Bertoli, l’ha scritto in collaborazione con Teresa Vecchiati, dietista. Sarà a scaffale nelle librerie italiane a partire dal 28 ottobre. L’alimentazione, e ancor di più il cibo, oltre ad essere temi di moda, cliccatissimi online, straripanti da ogni schermo, protagonisti di trasmissioni televisive e copertine di magazine, e dopo aver colonizzato il nostro tempo, sono diventati vere e proprie «armi di distrazione di massa». Ci facciamo prendere per la gola sempre più spesso. Prima si andava in gita per vedere il paesaggio, oggi, a seconda del menù. Il cibo, per anni, è stato un giocatore di serie B. I cuochi, che ora si chiamano chef, pedine eternamente in panchina. Oggi disputano entrambi una partita da titolari. Questo perché la cultura, a giusta ragione, a un certo punto ha sdoganato e riconosciuto il profilo identitario del cibo e dell’alimentazione, tanto che autori internazionali di successo ne hanno scritto, sottolineandone il ruolo diplomatico, di primo vocabolario fra i popoli, primo contatto fra persone di diversa etnia, primo scambio, prima parola (si veda «Elogio dell’ospitalità di Priya Basil ad esempio). La corretta alimentazione, di conseguenza, è diventata oggetto di interesse. In qualche modo oggetto del desiderio. Anche perché al nutrimento perfetto corrisponde la forma perfetta, oltre a quella che fa riferimento alla salute, quella di moda, l’unica ammissibile per un immaginario diffuso, sia maschile che femminile. Per una volta ossessionati alla pari. Spesso, però, a dare gli agognati consigli non sono tecnici autorevoli e autorizzati. Tutto questo, inserito nel sistema della comunicazione globale dominante, ha generato – secondo l’autore – soprattutto in campo alimentare, «uno stato confusionale disastroso dal quale è difficile uscire indenni». C’è la dieta mediterranea, la chetogenica, quella del riso, di Antonella Clerici, della longevità. Quella per la vita, quella reale (per essere come Meghan Markle, o Kate Middleton), la dieta lampo, anti artrosi, la dieta non dieta. Quella delle banane, la personalizzata, la settimanale.

Dottor Bertoli, come si diventa consumatori di cibo consapevoli?


«È sempre più difficile, perché la quantità di informazioni che riceviamo, anziché chiarire il quadro, lo confonde sempre di più. Non si tratta di casualità, ma di strategia: un eccesso di informazioni produce disinformazione. Occorrerebbe fare un po’ di pulizia».

Ma la dieta sana, alla fine, qual è?

«Non parlerei di dieta sana, ma di dieta possibile, che deve essere costruita sulle reali necessità di chi la utilizza, rispettandone le capacità, sia organizzative che psichiche».

Le diete sono pericolose?

«Checché se ne dica, le diete sono tutte pericolose, in grado di determinare, nel bene ma anche nel male, alterazioni metaboliche. Per quanto riguarda una dieta dimagrante, poi, instaura una condizione di forte instabilità che è alla base della cosiddetta “sindrome dello yo-yo”. Questa sindrome non è colpa del comportamento del paziente ma della dieta stessa, ed è assolutamente gestibile, a patto di intervenire con la giusta modalità».

Cosa sono le cinque regole di sicurezza dietetica?

«Per cercare di mettere un punto fermo, qualche anno fa ho coniato cinque punti, semplici quanto “assoluti”. Che fungono da punto di riferimento per l'opportuna valutazione della miriade di offerte dietetiche che ogni giorno vengono proposte: lo scopo è quello di aiutare a selezionare un percorso dietetico non tanto efficace quanto, soprattutto, in grado di consentire un risultato duraturo».

Ecco un percorso tra miti, ipocrisie, pubblicità ingannevoli e verità nascoste, una guida per mettersi al riparo dalle logiche del business e dalle scelte di una ristorazione collettiva che hanno imposto modelli di comportamento all’ignaro consumatore, invitato, con questo libro, a districarsi tra fake news, “informavirus” e improbabili, o pericolose, soluzioni.