Il sapiente segno di Stefano Ricci registra vicende di vita e spettacoli

Nel complesso San Paolo le sorprendenti 200 opere dell’eclettico artista  Le esperienze con Capossela e compagnie teatrali. E immagini per libro di Melville

Michele Fuoco

A Modena si è svolto nei primi giorni di ottobre il Dig Festival di giornalismo investigativo che ha scelto, come simbolo, il cane realizzato dal pittore, illustratore, grafico, fumettista e musicista Stefano Ricci. E dell’artista bolognese si è voluto allestire, con l’organizzazione della galleria D406, diretta da Andrea Losavio, e con la collaborazione di Cinzia Ascari, la mostra “La cosa viva” nel Complesso San Paolo, che chiuderà il 23 ottobre (martedì. mercoledì, venerdì, sabato 10-13, 16-19.30. Circa 200 disegni di gesso bianco e inchiostro nero sono stati disposti, grazie all’aiuto di Giorgio Tavernari e Sergio Taddei, in modo tale da poter dialogare con gli spazi della Chiesa e dell’ex Oratorio del complesso di via dei Servi. La mostra ripercorre i temi fondamentali dell’attività creativa dell’artista, sempre capace di offrire una rappresentazione come sintesi di realtà e di immaginazione. Nei due spazi espositivi dominano i disegni di gessi bianchi su carta sottilissima, incollati con certosino lavoro su tondi in legno che sembrano lavagne. “Il gesso e la lavagna, il disegno diventano – afferma Losavio - evocativi della scuola. Il disegno come forma espressiva del bambino che non sa scrivere e prende in mano il gesso e traccia, con spontaneità, un’immagine per esprimersi. Questi disegni sono performativi, perche derivano da azioni che Ricci ha compiuto con compagnie teatrali con cui collabora da anni, soprattutto con il Teatro delle Albe di Ravenna, e con musicisti, tra cui Vinicio Capossela. E molti disegni, qui esposti, sono stati realizzati durante la performance teatrale di Vinicio che prevedeva la presenza sul palco di Stefano per catturare le atmosfere create da musiche e parole dello spettacolo”. Sorprendente l’immediatezza del segno, il grado di elevatezza creativa dell’immagine che si fa traduzione del pensiero e dell’emozione che l’artista vive, mentre genera l’opera in pochi minuti. Un flusso continuo di immagini, con riferimento all’uomo, all’animale, alla natura, che si riflette nell’intrigante e diffusa installazione che si pone, come un sorta di performance, davanti al visitatore della mostra. Non c’è legame particolare tra un’immagine e l’altra. Inevitabile qualche rimando per certi particolari di vivace ingegnosità e di disciplina stilistica e linguistica. I disegni sono stati raccolti nel libro “Madre”. Nella Chiesa S. Paolo, su un tavolo, vengono presentati pure i disegni che hanno costituito le immagini del libro “Bartleby” di Melville, pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Gallimard di Parigi. E’un racconto considerato precursore dell’esistenzialismo e della letteratura dell’assurdo. Un’opera appassionata, con l’artista che sa pervenire ad una intensità di linguaggio nell’articolazione di intrecci e trame, nell’abile strategia della narrazione del segno, nei nuclei inventivi che irradiano le immagini del racconto. In mostra sono disponibili due Cd di musica dell’artista, che accompagnano questi disegni. Ricci ha un vivo talento narrativo, con un segno interessato ad analizzare l’accadimento, per poi andare oltre, con il bisogno conoscitivo, la volontà di analisi e di conoscenza di realtà anche nascoste, di nutrirsi della confluenza dei diversi saperi. Maestro del segno, con notorietà internazionale, l’artista ama sperimentare nuove forme creative, spaziando tra teatro e cinema, musica ed editoria, con una cifra stilistica sempre riconoscibile. Dal 2005 è docente della Fakultät Medien, Information und Design di Amburgo e dal 2004 è docente del corso di fumetto e grafica contemporanea al D.A.M.S. Gorizia, Università degli Studi di Udine. Dal 1986 ha collaborato o collabora ancora con la stampa periodica e l’editoria in Italia e all’estero: “Frigidaire”, “Avvenimenti”, “Linea d’ombra”, “Il Manifesto”, “Esquire”, “Panorama”, “Glamour”, “Liberation”, “Les Inrockuptibles”, “Alias”, “Bang”, “la Repubblica”, Mondadori, Rizzoli, Einaudi. Tra le sue mostre personali: “ La rivincita della Cicala”, Màntica, Societas Raffaello Sanzio, Cesena, 2009; “Cosí su due piedi” (con Ericailcane), Squadro Stamperia Galleria d’arte, Bologna, 2012; “L’histoire de l’Ours”, Galerie Martel, Paris, 2014. Diciannove anni fa ha esposto alla D406 di Modena.


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