Contenuto riservato agli abbonati

A Modena l'Inventario del possibile al festival Laterza Agorà: ci si orienta sul post Covid

Dal 5 al 7 novembre incontri e dibattiti con relatori occupati in vari settori Nella giornata conclusiva previsto l’intervento del ministro Giovannini

MODENA. Dopo il debuttoin streaming del 2020, il festival del pensiero Laterza Agorà - ideato dagli Editori Laterza e prodotto da ERT/Teatro Nazionale e Comune con Bper Banca e Enel - arriva finalmente in presenza al Teatro Storchi e al BPER Banca Forum Monzani. Appuntamento dal 5 al 7 novembre con incontri, dibattiti e progetti che vedranno relatori di diverse generazioni ed esperienze confrontarsi sul tema di questa seconda edizione: L’inventario del possibile.

«L’anno scorso abbiamo detto come sta cambiando il mondo, quest’anno diciamo come potrebbe cambiare – ha spiegato l'editore Giuseppe Laterza, intervenuto ieri a Modena alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione – la parola possibile contiene ciò che realisticamente può succedere ma può vuol dire anche, come diceva Max Weber, tentare l’impossibile per avere il possibile». L’apertura del festival sarà dedicata proprio ai protagonisti del possibile cambiamento e «non c’è dubbio che le nuove idee saranno sollecitate da un protagonismo maggiore delle donne e dei giovani» – ha sottolineato l’editore. Saranno loro dunque, donne e giovani, a dialogare nelle due iniziative in programma il 5 novembre al Teatro Storchi: alle 17.30 il panel tutto al femminile “Le donne: parità o differenza?” con la scrittrice e giornalista Jennifer Guerra, la Direttrice Istat e coordinatrice del Women 20 Linda Laura Sabattini, la Direttrice di Rai Giornale Radio nonché di Rai Radio 1 Simona Sala e la Professoressa di Psicologia sociale all’Università Bicocca Chiara Volpato; alle 18.30 spazio all’incontro “I giovani: rivoluzione o omologazione?” con la giornalista Ilaria Potenza, coautrice del podcast “Generazione Covid” (che racconta in sette puntate le conseguenze della pandemia nella vita dei nati all’interno della rivoluzione digitale), l’imprenditrice agricola Margherita Cristiani, il Presidente di Enel Michele Crisostomo, la Responsabile relazioni istituzionali per l’Europa di Zoom Giulia Pastorella e il Professore ordinario di demografia all’Università Cattolica Alessandro Rosina.

Sabato 6 novembre si discuterà invece dei luoghi del cambiamento dunque la rete, naturalmente, ma anche il lavoro e l’impresa. Il panel delle 17.30 “Il lavoro e l’impresa: tutti verdi e digitali?” – a cui parteciperanno il sindacalista Savino Balzano, l’economista Innocenzo Cipolletta, la Professoressa di Economia aziendale Chiara Mio e Davide Vellani di Bper – partirà da questi quesiti: il nostro è diventato davvero un mondo del lavoro tutto all’insegna della transizione ecologica e digitale? O rischiamo di dimenticare interi mondi produttivi, non sempre sufficientemente tutelati, dalle fabbriche ai lavori di cura?

Alle 18.30 in programma il panel “La rete ci rende liberi?” con i Professori Sara Bentivegna, Maurizio Ferraris e Gino Roncaglia, il Direttore di Rai News 24 Andrea Vianello e il giornalista Giorgio Zanchini. Per finire domenica 7 novembre, giornata che si chiuderà alle 19 con l’intervento di Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e promotore dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), la riflessione sarà dedicata agli strumenti del possibile cambiamento.

Appuntamento alle 17 con “La conoscenza ci unisce o ci divide?” che vedrà protagonisti l’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi e i Professori Barbara Bruschi, Massimo Florio e Giovanni Solimine. Alle 18 l’incontro “La partecipazione: oltre i partiti?” con il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, l’attivista politica e ricercatrice Diletta Bellotti, il Vicedirettore di Rai News24 Oliviero Bergamini, la storica Simona Colarizi e il politologo Colin Crouch. «Quello che veramente connota una democrazia è la qualità del dibattito pubblico – ha concluso Giuseppe Laterza, citando Amartya Sen – credo che occasioni come queste siano piccoli contributi in tal senso e sono grato a Modena per aver accettato l’occasione di costruire insieme un buon dibattito pubblico».