Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo prende nuova vita grazie al digitale

Il dipinto, con Haltadefinziione della Franco Cosimo Panini accessibile in gigapixel potrà essere ingrandito infinite volte

Michele Fuoco

Fa miracoli, ancora una volta, Haltadefinizione, tech company della casa editrice Franco Cosimo Panini, che ci permette di vedere online “Il Quarto Stato”, il capolavoro di Pellizza da Volpedo, per la prima volta in gigapixel. Una grande opera di tematica sociale che costituisce la prova più alta e più famosa dell’artista piemontese, giunto al Divisionismo, dopo esperienze accademiche e nell’ambito della pittura dei Macchiaioli, come allievo di Fattori. Lodevole il lavoro, con digitalizzazione, di Haltadefinizione per la divulgazione e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico, facendoci ammirare quei capolavori che tanta gente non riuscirà, per diverse ragioni, mai a vedere nel musei. “Il Quarto Stato”, come opera originale, si trova a trova a Milano presso il Museo del Novecento, ora è nel prezioso archivio di immagini digitali → link. Le grandi dimensioni (293x545 cm) mettono a dura prova l’artista, impegnato a portare sulla tela, terminata nel 1901, la condizione dei lavoratori. Ma il capolavoro viene preceduto dal bozzetto degli “Ambasciatori della fame” del 1891, nato da una manifestazione di protesta di un gruppo di operai. E’ l’inizio di successive redazioni dell’opera che passa attraverso dipinti intermedi fino alla Fiumana, bozzetto preparatorio realizzato tra 1895 e il 1896, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera e disponibile sul sito di Haltadefinizione. Il progetto nasce nella consapevolezza che “la questione sociale s'impone; molti – sostiene l’artista - si son dedicati ad essa e studiano alacremente per risolverla.


Anche l’arte non dev'essere estranea a questo movimento verso una meta che è ancora un’incognita ma che pure si intuisce dover essere migliore a patto delle condizioni presenti». Il capolavoro dipinto ad olio, che si pone tra i primi dieci più emblematici del panorama artistico del XX secolo, porta sulla scena il vigore dei lavoratori decisi a farsi ascoltare, per rendere pubblica la loro condizione. Si afferma nell’opera il carattere della battaglia politicosociale. “Un'opera come “Il Quarto Stato” è certamente un capolavoro del Divisionismo ma è anche un manifesto sociale ispiratore dei sentimenti più nobili" afferma Anna Maria Montaldo, già direttrice del Museo del Novecento. "L'idea di poterlo "visitare" nel profondo attraverso la riproduzione digitale è un'esperienza affascinante che contribuisce alla conoscenza del dipinto e invoglia a visitare il Museo del Novecento”. “Siamo entusiasti di rendere diventa accessibile in gigapixel e potrà quindi essere ingrandito infinite volte una delle opere più importanti della collezione del Museo del Novecento. L’altissima definizione permette di apprezzare l’opera in tutti i suoi particolari” racconta Luca Ponzio, founder di Haltadefinizione. “I musei e gli archivi digitali sono una risorsa immensa per i nostri musei, grazie ai quali si aprono grandissime possibilità di valorizzazione e divulgazione del patrimonio. La digitalizzazione è uno dei mezzi principali per rendere l’arte accessibile al pubblico in ogni momento e in ogni parte del mondo”. Dopo essere stato acquisito con una tecnica fotografica ad altissima risoluzione, il Quarto Stato diventa accessibile in gigapixel e potrà quindi essere ingrandito infinite volte grazie al visore multimediale che rivelerà nel dettaglio ogni singola pennellata.

I progetti portati avanti da Haltadefinizione in collaborazione con i musei di tutta Italia hanno come obiettivo principale la divulgazione, la conoscenza e la conservazione dei beni culturali, attraverso l’applicazione delle più moderne tecniche fotografiche.