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Modena. Sinigaglia, Viterbini e IceOne in concerto. «On: il bello di improvvisare con la musica»

Questa sera all’Off debutta la rassegna “Biglia - Palchi in pista” 

Modena. Sarà il progetto “On” di Riccardo Sinigallia, Adriano Viterbini e Ice One a inaugurare stasera all’Off di Modena il primo tour “Biglia - Palchi in pista”.

Si tratta del nuovo circuito messo in moto da Ater Fondazione, dedicato alla musica dal vivo: si svolgerà in 4 live club e in 2 teatri. Progettazione e competenze artistiche si uniranno per riportare in pista l’esibizione live e rispondere alla crisi del settore all’insegna di contenuti inediti, sperimentazioni e innovazione musicale. Il progetto “On” aprirà la rassegna questa sera alle 21.30 all’Off di Modena con un originale e potente trio composto da Riccardo Sinigallia (cantautore, autore e produttore romano), Adriano Viterbini (fondatore dei Bud Spencer Blues Explosion) e Ice One (produttore discografico, rapper e disc jockey). Oltre alla musica e all’improvvisazione, saranno protagoniste anche videoinstallazioni e rappresentazioni grafiche. Il tour proseguirà venerdì 22 ottobre al Bronson di Ravenna, sabato 23 al Circolo Arci Kessel di Cavriago e domenica 24 chiuderà al Locomotiv Club di Bologna. Riccardo Sinigallia, cantautore e compositore di musiche per il cinema, sarà affiancato da Adriano Viterbini, chitarrista e fondatore dei Bud Spencer Blues Explosion e da Sebastiano Ruocco, in arte Ice One.


Sinigallia, cosa dobbiamo aspettarci da una serata di “improvvisazione pura”?

«Assolutamente niente. L’unica prerogativa che ci siamo posti per questo progetto è appunto l’improvvisazione. Non ci prepareremo niente. Perché stiamo provando a ripercorrere le intuizioni di numerosi sperimentatori degli anni ’70, preparando il pubblico ad essere più ricettivo verso un’esperienza musicale più ricca. Questo anche perché viviamo in un periodo storico che, probabilmente, si trova agli antipodi rispetto a quel mondo. Oggi tutto è mercato e ogni cosa viene perfettamente confezionata. Noi abbiamo deciso di disattendere le aspettative di chi viene ad ascoltarci, assumendoci anche il rischio di risultare incerti e a tratti noiosi. Questo amplifica l’unicità di un singolo concerto, aumenta la dimensione artistica del momento».

Come sono andati questi mesi segnati dalla pandemia?

«Innanzitutto, devo dirmi fortunato dal momento che gli eventi più drammatici di questa esperienza, come la morte e la malattia, non mi hanno toccato direttamente e indirettamente. Questo aspetto rimane il punto centrale di questo periodo difficile. Personalmente ho sicuramente diminuito il carico lavorativo. Ma da artista, mi sono nutrito di quanto accadeva. Ho continuato a studiare e a comporre, affrontando giorno per giorno quello che succedeva. E poi, lo dico con un certo pudore, la mia città, Roma, ha assunto in quel periodo un aspetto nuovo, più bello e più sano».

Quest’estate ha fatto numerose date in giro per l’Italia: com’è andata?

«Le persone che venivano ad ascoltarmi portavano con loro una rinnovata voglia di assistere a un concerto. Ma non mi sembrava soltanto l’effetto di un lungo periodo di astinenza. È cambiato qualcosa nella sensibilità, nell’approccio, nella capacità di recepire parole e musica».

Come un piatto di carbonara dopo una lunga dieta? «Non solo. È come se il pubblico ora avesse voglia di cibo, certo, ma di cibo sano. Spero che la metafora renda l’idea…» Eccome. Non sarà un caso che la sua musica, oltre ai palcoscenici, la ritroviamo sempre più spesso anche come colonna sonora di film. Questa carriera parallela come compositore di musica per il cinema cosa rappresenta?

«Inizialmente sentivo che questo sarebbe stato un modo per non dover sottostare alla dipendenza economica dei dischi che pubblicavo. Volevo infatti che le mie parole e le mie note potessero rimanere svincolate da un determinato mercato. Ecco allora che ho avuto la fortuna di poter lavorare come produttore e compositore. La musica per il cinema mi piace tanto, mi appassiona. È quello che ora preferisco fare».

Progetti futuri?

«Soprattutto cinema, appunto. Ora sto lavorando a un film per una produzione Netflix. Poi continuerò i concerti con il collettivo “On” e i “The Producers”».