Nonantola celebra con una grande mostra il “rigoroso” Reggiani padre dell’astrattismo

Domani la presentazione in teatro e l’inaugurazione La curatrice Pontiggia “Artista di cui si può essere fieri” 

Michele Fuoco

Nel 1980 muore, a 83 anni, a Milano Mauro Reggiani, l’artista nonantolano emigrato, nei primi anni Venti, nel capoluogo lombardo dove si affermerà come protagonista dell’astrattismo italiano, tanto da esserne considerato il padre. E al maestro il Comune e il Museo di Nonantola nel 2020, per i 40 anni dalla scomparsa, avrebbe voluto dedicare una mostra che la pandemia ha reso impossibile. Trascorsi i tempi bui, ecco allora l’antologica “Mauro Reggiani. Equilibri e armonie”, a cura di Elena Pontiggia, allestita nella Torre dei Bolognesi e nell’adiacente sala Marcello Sighinolfi, e presentata, alle 17 di domani, presso il Teatro Troisi, prima dell’apertura alle 18.30.


Il percorso espositivo parte dalla pittura degli anni ’20 che “non è da considerare – sostiene la Pontiggia - come una preistoria. Straordinarie le sue nature morte (brocche, vasi, caffettiera… ) per la loro essenzialità, la solidità classica. Reggiani nasce davanti alla millenaria Abbazia di Nonantola e sin da piccolo ha avuto l’immagine di questa potenza architettonica che sfida i secoli. Le opere di questo periodo sono fondamentali, per la loro forza, alla ricerca degli anni ’30, iniziata nel 1932 con “Ritmo geometrico”. Reggiani fa parte del Novecento italiano ed espone con artisti del tempo in varie mostre internazionali. Ma contrariamente ai suoi compagni di strada, si è buttato nella pittura astratta che si sviluppa negli anni ’30 alla Galleria del Milione”. Qui, nel novembre 1934 è, con Bogliardi e Ghiringhelli, per la prima mostra dell’astrattismo italiano, firmando con loro in catalogo una dichiarazione-manifesto. “Reggiani dimostra un’autorevolezza artistica molto apprezzata. Per lui – spiega la curatrice – l’opera è sempre un costruzione di elementi per raggiungere un equilibrio, distribuire pesi e misure all’interno della composizione, in modo che alla fine tutto si equilibri, si concili. Non c’è bisogno di raccontare. L’artista riesce a portare, nel tempo, alle opere nuove idee e colori, aderendo al Movimento di Arte Concreta negli anni ’50. Bellissime le ricerche legate alla linea. I lavori degli ultimi decenni sono impostati su un rapporto di linee, strisce e colori, quel senso di respirare del colore. La mostra vuole essere documentaria, con approfondimenti, studi e nuovi contribuiti, di tutto il percorso del grande artista di cui l’Italia può essere fiera. Quando Reggiani va ad abitare a Milano non dipinge il paesaggio del luogo, ma continua a rappresentare il paesi del modenese. Ha un orizzonte europeo, ma un rapporto commovente con la sua Nonantola”. Ha partecipato 14 volte alla Biennale di Venezia.

Per la visione innovativa della sua pittura bisogna segnalare i viaggi a Parigi per conoscere il lavoro di Cézanne (1926), di Kandinskij e dell’astrattismo europeo (1930). In mostra anche un paesaggio di Serramazzoni, un ritratto della moglie Ines, Composizione, 1935, vicina all’astrattismo del Bauhaus, e Composizione con rete, 1939, nata dal dialogo con le ricerche materiche di Prampolini. A tutelare le opere di Reggiani c’è l’Associazione diretta dalla nipote dell’artista Maura Simion, che del nonno dice: “poteva sembrare un po’ burbero, aveva un aspetto aristocratico, era tenerissimo e fiero della sua arte”. Soddisfatti per questo evento la sindaca Federica Nannetti che ritiene che questa mostra scopra anche l’aspetto umano dell’artista; e l’assessore alla cultura Andrea Zoboli che ringrazia tutti per lo sforzo comune nel realizzare la rassegna accolta in un luogo che saprà valorizzare le opere. La mostra, promossa anche dall’Associazione La Clessidra APS, Partecipanza Agraria di Nonantola in collaborazione con l’Associazione milanese di Maura Simion, e con il patrocinio della Regione , della Provincia e del Comune di Modena, « è affiancata – evidenzia Massimo Po, consigliere comunale, referente del Gruppo NonantolArte e coordinatore dell’evento - da vari eventi paralleli, tra cui una mostra fotografica curata dall’Associazione Aemilia, PhotoNonantolArte e Pro Loco in Torre dell’Orologio con immagini di Nonantola dei primi del Novecento». Numerosi gli sponsor (Bper Banca, Gruppo Cremonini, Rotary Club Modena L. A. Muratori…) della mostra, ad ingresso gratuito, aperta fino al 12 dicembre: sabato, domenica e festivi dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30.