Modena. Al Pavarotti-Freni in scena Lucia di Lammermoor. Gilda Fiume: "Debutto emozionante"

Nei ruoli principali si esibiscono artisti di fama internazionale quali il tenore Giorgio Berrugi, applaudito nel 2021 in “Ernani” al Teatro Massimo di Palermo e atteso all’Opera di Monte-Carlo con “Il corsaro” di Verdi e il baritono Ernesto Petti, applaudito in “Traviata” a Modena nel 2019. Ma la soprano protagonista dell’opera che incarnerà il ruolo di Lucia è Gilda Fiume, alla sua ottava volta in questo ruolo,

MODENA  Va in scena questa sera alle 20 e domenica alle 15.30 per la stagione d’opera al Teatro Comunale di Modena Pavarotti-Freni “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, titolo fra i più popolari e rappresentati al mondo, qui nuovamente prodotto insieme al Teatro Galli di Rimini in un allestimento del Teatro di Pisa in collaborazione con Opéra Nice Côte d'Azur. La direzione musicale dello spettacolo è affidata ad Alessandro D’Agostini mentre la regia è di Stefano Vizioli

Modena, Lucia di Lammermoor torna la grande opera al Pavarotti Freni

 Il primo di tre titoli dedicati alle eroine femminili, a cui seguiranno prossimamente Norma e Giovanna d’Arco. Nei ruoli principali si esibiscono artisti di fama internazionale quali il tenore Giorgio Berrugi, applaudito nel 2021 in “Ernani” al Teatro Massimo di Palermo e atteso all’Opera di Monte-Carlo con “Il corsaro” di Verdi e il baritono Ernesto Petti, applaudito in “Traviata” a Modena nel 2019. Ma la soprano protagonista dell’opera che incarnerà il ruolo di Lucia è Gilda Fiume, alla sua ottava volta in questo ruolo, già interpretate al San Carlo di Napoli, all’Opera di Zurigo e al Lirico di Cagliari.

Arturo sarà Matteo Mezzaro, in scena anche Raimondo Viktor Shevchenko, Alisa Shay Bloch e Normanno Cristiano Olivieri. Dalla buca si ascolterà l’Orchestra Filarmonica dell’Opera Italiana "Bruno Bartoletti" mentre nell'opera si esibirà il Coro Lirico di Modena preparato da Stefano Colò. Tratta dal romanzo The Bride of Lammermoor di Walter Scott, su libretto di Salvatore Cammarano l’opera fu rappresentata per la prima volta nel settembre del 1835 al Teatro San Carlo di Napoli con enorme e intramontato successo. Ambientato nella Scozia del XVI secolo, il dramma è incentrato sulla figura di Lucia che, oppressa da un amore impossibile per Edgardo, della fazione avversa, uccide il marito in preda alla follia.

Gilda Fiume com’è calarsi ancora una volta nel ruolo di Lucia?

«È difficile, meraviglioso e questa volta ancora più emozionante. Il Teatro Comunale di Modena è il luogo dove debuttai nel 2016 proprio nel ruolo di Lucia. che ho imparato ad amare e ad immedesimarmici visceralmente e dove oggi mi trovo a ridebuttare dopo mesi bui di pandemia con un’emozione incredibile e con tanta esperienza e consapevolezza in più: ora Lucia la sento più grande, più forte e più mia nonostante la sua grande difficoltà tecnica e interpretativa».

Cioè?

« Il ruolo di Lucia è caratterizzato da una difficoltà tecnica di esecuzione estremamente elevata per un soprano perché coniuga diversi aspetti: a momenti drammatici si alternano momenti estremamente virtuosistici ed il passaggio dagli uni agli altri richiede uno studio approfonditissimo e una caratteristica vocale detta “soprano drammatico di agilità”».

Ma chi è Lucia di Lammermoor?

«Una donna oppressa da un potere maschile che la perseguita, la soffoca e l’annienta per conseguire i propri scopi e i propri interessi. E’ l’eterna storia di una prevaricazione a danno dei deboli, dei miti e dei fragili di cuore. Casi come quello di Lucia si hanno purtroppo in tutte le epoche. In questo allestimento molto bello ad una definizione storica troppo filologica il regista ha reputato interessante individuare un côté più borghese della vicenda, un mondo ottocentesco, con le sue miopie e ristrettezze, gretto e maschilista, legato al mito del potere e del denaro, pronto a sacrificare affetti e onore per conseguire un effimero successo».

Nelle prove dello scorso mercoledì aperte al pubblico gli sguardi degli studenti del liceo e dell’istituto professionale Venturi erano incredibilmente davvero rapiti. Qual è l’attualità di questo dramma ottocentesco che ancora oggi incanta?

«Anzitutto la semplicità e la linearità della trama che mostra una vicenda ben chiara e facilmente comprensibile anche per chi non è un habitué dell’opera. Poi Lucia è una ragazza giovane, che viene costretta a sposare un uomo che non ama ed è vittima di tutta una serie di violenze psicologiche, delusioni e pressioni che la porteranno alla follia tanto da compiere l'omicidio del marito. Ora, è schiacciante l’attualità di questa vicenda ma non solo per le pressioni e le violenze che costantemente le donne continuano a dover vivere anche oggi da parte di uomini vicini per legami di affetto o di parentela, ma sempre più spesso giovani donne appartenenti a culture diverse dalla nostra ma che comunque vivono accanto a noi, sono spesso costrette a matrimoni combinati dalla famiglia e se osano rifiutarsi i drammatici fatti di cronaca ci insegnano cosa può capitare. La Lucia di Lammermoor è un dramma che ha attraversato i secoli rimanendo sempre incredibilmente attuale e questo non può che farci riflettere».