Modena, Barbara con la sua Euforia ci racconta le complessità dell’essere donna oggi

Questa sera al Teatro Michelangelo si apre la rassegna dei “Comici” con un’attrice molto coinvolgente 

Sarà lo spettacolo “Euforia” con Barbara Foria, per la regia di Claudio Insegno, ad inaugurare stasera, alle 21, la rassegna dei Comici al Teatro Michelangelo di Modena.

«Un viaggio nel mondo della donna d’oggi, al tempo dei social, dell’amore sempre più virtuale e sempre meno reale spiega l'artista - Una donna alle prese con il corpo che cambia e il metabolismo che va in blocco come le caldaie, e mai che all’occorrenza, si vedesse un idraulico bravo capace di sbloccare la situazione».


Barbara Foria affronta con la solita ironia e con la sua carica energetica i vizi e le virtù dell’essere donna oggi con la D maiuscola, in balia di uomini con C minuscola (la C di cuore).

«Ma per sentirsi più leggeri non serve volare, a volte basta sorvolare. Perché la perfezione non esiste ma certi difetti possono essere meravigliosi – prosegue Barbara Foria - E allora viva le debolezze, le pecche, le imperfezioni che ci rendono vere, uniche e straordinariamente normali».

Un ritorno a Modena dopo qualche tempo

«Già qualche anno fa sono già stata al Michelangelo ed avevo trovato un pubblico molto caldo . Torno carica e piena di... euforia».

E propone un viaggio al femminile nel mondo della donna di oggi al tempo dei social.

«Non soltanto dei social. Racconto di tutte le problematiche fisiche ed estetiche, anche legate ai social d'immagine, che possono avere le donne che si avvicinano ai cinquant'anni. E' un racconto nel mondo delle donne e parlo anche dell'abuso che oggi si fa delle chirurgia estetica. C'è tanto silicone e meno materia grigia».

Una stand up comedy dal colore rosa?

«Rosa proprio no perché è un colore che non mi piace. Preferisco il colore rosso. Il rosa è un colore che non deve mai essere attribuito al genere femminile perché e un colore, pallido e non definito».

In questo spettacolo lei presenta il meglio della sua produzione artistica.

«Racchiude spaccati dei miei spettacoli ma sempre parlando delle donne, dando un occhio anche agli uomini e alle coppie. Parlo molto delle amiche, dell'amicizia e della solidarietà femminile e dell'amico gay che ormai tutte noi donne abbiamo. Racconto anche dei rapporti sentimentali. Quando incontri un uomo a vent'anni è diverso se lo incontri dopo i quaranta».

Il messaggio che ne viene fuori è che la vita va vissuta con ironia, gioia e tanta euforia. «Io scherzo molto sul mio cognome. Sicuramente l'ironia aiuta anche lo spirito. Se non uno non ha ironia si butta giù e anche la mente ne soffre. Nella vita un pizzico di ironia e pazzia ci vuole ».

Si può dire che è uno spettacolo per riscoprire la normalità.

«Alla fine lancio un messaggio: bisogna accettarsi con tutti i difetti perché la perfezione non esiste. Se non possiamo volare dobbiamo sorvolare su un sacco di cose per essere felici perché la felicità ce la creiamo noi e non dobbiamo porci troppi problemi. Non dobbiamo rincorrere il modello estetico che ci viene imposto. Non tutti siamo uguali».

In una intervista lei ha detto che certi fidanzati sono come le magliette dei grandi magazzini: all'inizio ci esci, alla fine ci vai solo a dormire. «In particolare era riferito alle maglie di Zara. Quando le indossi ci esci con grande entusiasmo ma poi ci vai solo a dormire. Era un gioco simpatico per dire che ci si annoia facilmente di tutto vivendo questa vita frenetica ed anche i rapporti d'amore si consumano».

Lei è laureata in giurisprudenza. Perché ha lasciato le aule dei tribunali per dedicarsi alla comicità?

«Perché è molto più divertente. Volevo rallegrare la mia vita e viverla con leggerezza. Se l'avessi vissuta in un'aula di tribunale sarebbe stato tutto più complicato e pesante. Ero destinata a risolvere i problemi degli altri mentre devo vedere come risolvere i miei. Il teatro è molto più piacevole».

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