“La vita dirà la sua” Lauro Venturi presenta il suo libro

marano. Il festival della poesia accoglie anche il libro “La vita dirà la sua” (Incontri Editrice) di Lauro Venturi, imprenditore e già amministratore delegato di Ocmis di Castelvetro, con cui oggi, alle 17, nel Teatro di Marano, dialogherà Roberto Alperoli.

La lettura dei testi è affidata a Donatella Allegro. Venturi è stato uno straordinario viaggiatore, anche se dice di essere più un viandante, Insopprimibile la sua disposizione alla scrittura che lo ha portato a concepire, se pure in sei anni, la storia di Tania, avviata ad una brillante carriera universitaria, che a circa 40, alla morte del padre, ripercorre i luoghi del mondo che il genitore aveva visitato, in seguito alla separazione dalla moglie, con la nuova compagna. Straordinaria l’avventura di Tania che ha il forte desiderio di porsi sulle orme del padre che le aveva lasciato i diari. In lei c’è il bisogno di “rincontrare”, attraverso i viaggi, il padre, per comprendere le sue ragioni del cuore, per il desiderio di amore, quasi alla ricerca di motivi per poterlo giustificare. Il libro induce a riflettere, per l’autore, che “una relazione familiare sotto pressione, se non affrontata, può generare quell’effetto di pentola a pressione, quindi sfociare in violenze, dalle verbali a fisiche. E la convivenza obbligatoria imposta dal Covid ha portato tanti psicologi e psichiatri a scrivere fiumi di parole per evidenziare i danni che può fare una convivenza obbligata tra persone che non hanno più nulla da dirsi”. Venturi pensa anche che “per scrivere una riga bisogna leggerne 10mila. La scrittura è un grandissimo divertimento, acuisce la curiosità. Mi piace spaziare. Ha il vantaggio di essere psicoterapica. Guida alla riflessione. Mi sono avvicinato alla scrittura perché la mia era una famiglia molto modesta, ma mio padre leggeva molto e scriveva della sua esperienza nel campo di concentramento. Ho ancora i suoi diari. E ciò mi ha segnato. La scrittura è diventata necessaria. Senza la quale mi sarei fucilato”.