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Metamorfosi e nuova nascita “esplorate” da Alice Padovani

La modenese espone a Milano, presso Amy-D Arte Spazio  Proposti grandi dipinti, teche entomologiche, microsculture

La produzione degli ultimi anni, dalla scultura all’installazione di grandi dimensioni, passando per la performance e il disegno, mette in mostra a Milano Alice Padovani che, laureata in Filosofia e in Arti Visive, dalla metà degli Anni ‘90 al 2012 si forma e lavora come attrice e regista nell’ambito del teatro contemporaneo.

La personale, fino al 4 novembre, presso la galleria di ricerca Amy-D Arte Spazio, dal titolo “Ecdysis. Economics of mutation”, a cura di Livia Savorelli, si offre come un racconto diffuso sulla tematica del cambiamento, concepito come metamorfosi di stato fisico e metafisico.


«Si afferma – dice l’artista, vincitrice del premio speciale Amy-d Arte Spazio ad Arteam Cup 2019 – l’idea di metamorfosi come base della mostra. Non ho un media privilegiato. Privilegiato è il concetto che sta dietro l‘opera e la forma con cui viene rappresentata. Dal 2015 ho fatto micro assemblaggi dentro teche entomologiche. con insetti, spilli e altre cose piccole. Da qualche tempo (periodo della pandemia) realizzo pezzi grandi: dipinti “disegnati”, che ripercorrono l’idea del mutamento. “Ecdysis”, che letteralmente è “fare la muta”, indica espressamente un cambiamento che a partire dallo strato più materiale ed esterno, la pelle, muove verso quello più profondo, che resta per lo più nascosto dalla struttura e talvolta dalle resistenze morali».

L’artista sostiene l’idea di non aver paura del cambiamento, di lasciare la vecchia pelle senza dimenticarsene, ma di progredire e andare in profondità.

I grandi quadri, che pure si leggono in modo diverso a seconda dell’illuminazione, mettono in evidenza ciò che è sotto la superficie delle cose, come le radici sottoterra, i segni che lasciano le larve quando camminano. Sotto la superficie è possibile scoprire molto di più di quanto siamo abituati a vedere.

Su se stessa la Padovani sperimenta il processo di cambiamento, e nuova nascita, ricoprendosi di spine (poi tolte).

È quanto documenta la serie di foto di Massimiliano Camellini, di cui una si pone come immagine guida della mostra.

Una foto che fa parte, con la pelle e tecniche miste, di una installazione. Al cambiamento e rinnovamento, che avverano distruzione e crescita, nessuno può sottrarsi.

Così l’artista presenta microsculture con pelli di cicale e altri elementi, rintracciabili sugli albero de giardini pubblici, una scultura con la pelle di serpente che mangia una treccia di capelli, sul piedistallo. Molto importanti per l’artista le creature e frammenti della natura, tanto che all’inaugurazione della mostra Alice ha fa fatto una performance con la”manipolazione” di insetti vivi e sulle tre forme transitorie del loro corpo. Prestigiosi i riconoscimenti per il suo lavoro, come 2019: il Premio Umberto Mortari come sostegno alla carriera - London Artrooms Awards,

La mostra è prorogata fino al 4 novembre nei seguenti orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 19.00; sabato e festivi su appuntamento. Per informazioni telefonare al numero 02 654872