“Diamoci del tu”  al teatro Michelangelo di Modena  con De Laurentis e Longhi

 Inaspettato e divertente sboccia l’amore tra scrittore e segretaria

MODENA. Alle volte l'amore, come il Paradiso, può attendere, ma al momento opportuno sa come prendere il nostro cuore.

È racchiusa in queste parole la trama della commedia “Diamoci del tu”, di Norm Foster, per la regia di Enrico Maria Lamanna, in scena da questa sera a giovedì, alle 21, al teatro Michelangelo, in via Giardini a Modena. Sul palco l'affiatata coppia formata da Pietro Longhi e Gaia De Laurentis.


Un asettico rapporto di lavoro pluriennale diventa sorprendentemente una spassosa, arguta e scintillante relazione. Come un fiore sbocciato solo al momento giusto, la storia tra il burbero e scontroso datore di lavoro e la sua ineffabile collaboratrice offre lo spunto per una commedia deliziosa che cancella di colpo la ruggine di un lungo regime di incomunicabilità. Ed il nuovo, improvviso scoprirsi riscatta sia lui che lei da anni di solitudine, di segreti e di dolori, prendendo molto presto una piega briosa e brillante.

Lei sa tutto di lui. Lui non sa assolutamente nulla di lei. Non ha mai voluto saperne nulla, considerandola poco più di uno degli strumenti di cui si serve per il suo lavoro d’ufficio. Così, in una fredda sera di novembre, i due cominciano a confrontarsi per la prima volta senza la formalità dei ruoli, arrivando presto a rivelazioni sorprendenti, ma anche divertenti e commoventi.

Una delle caratteristiche più importanti per una pièce teatrale, che prevede solamente la presenza di due personaggi, è la capacità degli attori di catalizzare l’attenzione degli spettatori. Gaia De Laurentiis e Pietro Longhi riescono brillantemente nell’impresa, da bravi veterani del palcoscenico. I tempi sono giusti, sia quando si tratta di procurare una risata che quando si tratta di innescare una riflessione più o meno seria. La coppia funziona sia nei monologhi che nelle parti più interattive, assolvendo in pieno alla propria missione.

Chi sono i personaggi di questa commedia brillante, romantica ma soprattutto con un finale per nulla scontato?

«Io sono uno scrittore famoso – spiega Pietro Longhi - che ha fatto la bella vita, ha avuto tre mogli ed ha comprato barche e palazzi. Una sera, parlando con la sua assistente scopre tante cose nascoste negli anni».

«Io invece sono la sua governante severa, ma precisa - sottolinea Gaia De Laurentis - Sono la colonna portante della vita di questa coppia che ha seguito in silenzio tutte le vicissitudini personali di questo uomo che lei stima e ammira e, forse, anche qualcosa di più».

Una commedia tra il comico e il sentimentale?

De Laurentis: «Una bellissima commedia con un finale molto particolare. È un po' la storia di due solitudini, anche se lui ha avuto una vita molto piena tra mogli e lavoro. Ma, fondamentalmente, è un uomo solo. Lei invece ha vissuto la sua vita attraverso lui in silenzio, con un profilo basso. A modo suo ha vissuto tanto anche lei».

È vero che lo scopo del teatro è unire il sorriso alla riflessione?

Longhi: «Lo scopo del teatro è far crescere culturalmente, ma anche fare sorridere. Le commedie però devono avere testi e contenuti in modo da fare uscire il pubblico dai teatri arricchito».

Il finale di questa commedia è scintillante e per nulla scontato.

De Laurentis: «Bisogna seguire la trama fino in fondo ed il pubblico è stato sempre molto partecipe alle nostre vicende. Bene o male sono tante le persone che si ritrovano nei nostri personaggi. In fondo il teatro è una condivisione di sentimenti ed è liberatorio sia quando si ride che quando si piange. Credo che i due personaggi abbiano molto da condividere con il pubblico».

Voi siete di casa al Michelangelo. Che effetto vi fa tornare a Modena?

Longhi: «È sempre un grande piacere tornare in una città che ama molto il teatro. Il direttore Berto Gavioli riesce a gestire il Michelangelo con molta passione e viene sempre ripagato dal pubblico di Modena. Il nostro compito è fare sempre bene per ingraziare chi ci viene a vedere».

De Laurentis: «Non tutte le piazze sono piacevoli. Invece a Modena ci troviamo sempre bene anche grazie al pubblico e alla città che è sempre piacevole da visitare».