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Modena. “Digital Atelier” e la Cultura viene proiettata nel futuro

Inaugurato in via Buon Pastore lo spazio pensato per innovare il settore teatrale e scenografico

Modena. È stato inaugurato ieri mattina al Laboratorio Aperto di via Buon Pastore 43 a Modena il “Digital Atelier”, uno spazio pensato per l’innovazione nel settore teatrale e scenografico. «Il progetto nasce per supportare il lavoro di chi si occupa della progettazione scenografica di uno spettacolo – ha specificato Sebastiano Bisson, in rappresentanza della direzione e sviluppo progetti di innovazione tecnologica del Laboratorio Aperto- partiamo allora con una collaborazione con i due principali teatri della città dove la scansione in 3D dei palcoscenici del Teatro Comunale Pavarotti - Freni e dello Storchi sono gli elementi da cui partire per sviluppare al computer progetti di scenografia virtuale, ma anche per creare vere e proprie esperienze sociali e culturali da “vivere”, poi, in modalità immersiva attraverso visori Vr».

Queste sono solo alcune delle azioni che verranno avviate nel nuovo Digital Atelier di Modena, uno spazio, dalle caratteristiche uniche in Italia che ha le potenzialità per diventare un centro importante dedicato agli strumenti digitali per l’innovazione nel settore dello spettacolo. Nel dettaglio, Digital Atelier è attrezzato con dotazioni software e hardware in grado di consentire lo sviluppo di progetti e formazione su tecnologie digitali per scenografi e più in generale per studenti e professionisti dell’industria culturale e creativa, nell’ambito dunque delle “performing arts”.


Nato grazie al confronto tra Comune e Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione Teatro Comunale, istituzioni culturali con cui verrà avviata appunto una collaborazione operativa, il nuovo spazio risponde al bisogno di infrastrutture tecnologiche e competenze specifiche per gli operatori culturali di settore. Inoltre, grazie alla dotazione sarà possibile proporre percorsi di formazione e tutoraggio rivolti sia a professionisti sia a studenti di vario livello provenienti dagli istituti del territorio e non solo.

«Gli applicativi, nel dettaglio – ha spiegato Bisson- permettono di progettare, modellare e animare in formato tridimensionale, con caratteristiche di grafica realistica, ambienti scenici, allestimenti e installazioni, fino ai vestiti e costumi teatrali. Non mancano le piattaforme di “game design” finalizzate alla costruzione di percorsi ed esperienze fruibili, poi, con appositi visori con tecnologia Vr. Sul fronte hardware, il centro dispone anche di postazioni con mixer luci, collegato a tre fari a testa rotante e struttura all’americana che potranno essere utilizzati per attività formative, riproducendo in scala ridotta le modalità di gestione di un impianto luci che si governa durante uno spettacolo dal vivo. All’inaugurazione, insieme a diversi professionisti del settore, erano presenti anche l’assessore Città Smart, Ludovica Carla Ferrari, l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, il presidente di Ert Giuliano Barbolini che ha annunciato il lavoro che l’ente ha intenzione di intraprendere per la creazione di una App che permetterà una comunicazione interattiva con il pubblico e il direttore del Teatro Comunale Pavarotti - Freni Aldo Sisillo, convinto, dopo il grande successo di “Opera Streaming” che innovazione digitale e cultura debbano interagire sempre più per avvicinare al mondo del teatro anche un pubblico più giovane, diverso e nuovo.

«Va sottolineato il ruolo innovativo di questa struttura – ha sottolineato Ferrari - che contribuirà a rilanciare e ad approfondire il ruolo della cultura in chiave digitale attraverso le opportunità offerte, appunto, dal Laboratorio Aperto, anche come luogo di sperimentazione e ideazione di progetti che guardano alle nuove tecnologie e, quindi, al futuro». «Il Digital Atelier - ha concluso Bortolamasi- rappresenta una tappa di un percorso di profonda trasformazione del sistema culturale cittadino».