«Il “mio” Maradona Retroscena mai svelati tra la fede argentina e l’impegno politico»

Salvatore Biazzo, noto volto Rai, presenta il suo ultimo libro «Basta il titolo, “60 d.D.”, per spiegare l’amore dei tifosi»

Enrico Ballotti

Il suo baffo è da solo un’icona. Caratteristica cara agli appassionati del pallone, in particolare agli amanti delle trasmissioni sportive di “mamma-Rai”. Salvatore Biazzo ha raccontato con passione e professionalità il mondo del calcio. Lo ha fatto, alla Rai appunto, dagli anni Ottanta fino al 2010. Trent’anni e più di lavoro che lo hanno portato a conoscere gli sportivi, e non solo, più carismatici della storia. Uno in particolare è probabilmente rimasto nel cuore di Biazzo, c’è rimasto e non solo per motivi meramente calcistici: Diego Armando Maradona.


E proprio al “Pibe de Oro”, l’esperto giornalista napoletano ha dedicato un libro che, con diversi ospiti, presenterà, domani sera (ore 21) al forum Monzani di Modena. Un appuntamento da non perdere perché, come dichiara lo stesso Biazzo, sarà «ricco di retroscena mai svelati».

Prima di entrare nel vivo di questa ultima opera è necessario, fondamentale, soffermarsi sul titolo che da solo è tutto un programma: “60 d. D.-Dopo Diego”. «Attenzione – spiega Biazzo – con questo titolo non ho alcuna intenzione di essere blasfemo. Spiego da dove nasce quel “dopo Diego”. A Rosario, in Argentina, nel 1989 è nata la Iglesia, la chiesa, maradoniana. È nata a Rosario anche se, come noto, la popolazione è molto cattolica. Questa è una religione “monodieghista”, credono in un solo Dio del calcio, Maradona».

E così il particolare “d.D.” è capace di accendere la curiosità: «Il loro Natale è ovviamente il 30 di ottobre, la data del compleanno di Diego. E la Pasqua? Il 22 giugno, il giorno della “mano de Dios”, il giorno del gol all’Inghilterra al Mondiale. Quindi ecco il titolo: 60, gli anni di Maradona quando è scomparso, accompagnati da quel “dopo Diego”».

L’inizio promette bene e non fa altro che aumentare l’interesse per un libro che Biazzo sintetizza in maniera efficace: «È il backstage, il dietro le quinte, della vita di Maradona uomo, calciatore e anche politico. Ho la fortuna di essere una persona informata dei fatti perché per otto anni ho seguito Diego. L’ho fatto a Napoli, ma anche a Siviglia o a Zurigo. Soprattutto sono stato diverse volte in Argentina. Posso così raccontare quello che molti non conoscono. Rendere noti alcuni retroscena di storie note, ma mai approfondite. Per esempio scrivo del rapporto tra il calciatore argentino e clan dei Giuliano. Oppure delle sue attività politiche per Cuba e il Venezuela contro gli Stati Uniti. Lo faccio, appunto, con alcuni interessanti dietro le quinte. Anche la presentazione di domani sarà accompagnata da diversi documenti che caratterizzano pure il libro. Ci saranno inoltre gli ospiti come il figlio Diego Armando Jr, il volto televisivo Gigi Marzullo e la giornalista argentina Yanina Yurado. A farci compagnia e ad aiutarci a raccontare al meglio Maradona ci sarà il collega Alberto Cerruti, amico e conosciuto giornalista per la Gazzetta dello Sport».

Tra gli aneddoti “firmati” da Biazzo ce n’è uno che riguarda lo stesso Cerutti: «Forse è il ricordo più importante che ho del “Pibe de Oro”. Un ricordo particolare, che mi lega a lui ancora di più delle vittorie e dei gol bellissimi segnati a Napoli, in Italia e nel mondo. Con Alberto andiamo in Argentina, era la mia prima volta nel Paese, alla ricerca di Diego che è scomparso. Non vuole più tornare in Italia. Siamo nel 1989 e Maradona pare deciso ad accettare l’offerta dell’Olympique Marsiglia. Non dà sue notizie, insomma non si trova. Così inizia la nostra avventura, ci mettiamo sulle su tracce ma non lo troviamo. Venti notti, venti notti di appostamenti. Restiamo lì fino a quando non riusciamo a rintracciarlo. Ebbene, ci troviamo davanti un uomo stanco. Stanco del pallone e quindi stanco della vita. Forse, in quei momenti, aveva deciso di abbandonare il suo grande amore, il calcio. Ecco, questa è l’immagine più forte che ho impressa di Maradona».

Si diceva degli ospiti del Forum Monzani, ma Biazzo può contare anche su altri ospiti. Personaggi che hanno raccontato il “loro” Maradona nel libro: «Esattamente. C’è il figlio Diego Armando Junior che scrive una cosa bellissima. Dice: “Non cercavo un campione, ma cercavo un padre”. E poi Franco Baresi, uno dei pochi ai quali Maradona ha chiesto la maglietta a fine partita. Infine Francesco Totti. Il capitano della Roma smette di giocare e Diego subito gli telefona: “Francesco continua, altrimenti mi annoio sul divano”. Anche questo era Maradona».

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