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Modena,  il vescovo Erio chiama: la “Processione” di Covili va in Duomo

Il progetto a marzo, in vista della Pasqua, voluto dal monsignor Castellucci. Prevista mostre a Nonantola e Assisi. A Natale il panettone del Giamberlano

MODENA. La Processione”, una delle opere più famose di Gino Covili, sarà esposta nella prossima primavera e fino ad ottobre, nel Duomo di Modena.
L’opera, di grandi dimensioni (m5x2,50), che registra una manifestazione di fede di partecipazione collettiva, è particolarmente cara all’Arcivescovo di Modena, Nonantola e Carpi Erio Castellucci che, colpito dalla grande scena popolare, ne parlò al Centro Tabor, già centro psichiatrico, di Gaiato (Pavullo), tenendo una lezione su cinque celebri artisti, tra cui Van Gogh e Chagall. Da qui l’idea di portare la Processione in Duomo, ma anche il progetto di proporre le opere dell’artista pavullese, scomparso nel 2005 all’età di 87 anni, in varie sedi espositive.
E la prima mostra, con una ventina di opere sulla natura, gli animali e il lavoro, sarà allestita nella sede della curia, proprio di fronte alla Cattedrale, mentre nella vicina chiesa del Voto sarà costituito un punto informazioni sull’evento.

Anche Nonantola accoglierà, nel Museo Benedettino accanto all’Abbazia, le opere legate all’“Età della vita”, quelle che parlano degli “esclusi” e delle “donne perdute”.
Un tema che riguarderà anche la mostra ad Assisi presso il Museo della Porziuncola, parte integrante dell’itinerario dei pellegrini e dei turisti, che sarà incentrata sulla figura di S. Francesco, ma pure sul racconto del mondo contadino in cui l’artista si era profondamente immerso, e l’opera “Il tuono” del ciclo “L’ultimo eroe”. Appuntamento con l’arte di Covili anche al Santuario di San Damiano, dove San Francesco scrisse il Cantico dei Cantici che viene interpretato da nove opere del maestro pavullese.
“Le mostre a Modena e a Nonantola chiuderanno a fine giugno e le opere saranno riportate a Pavullo presso la Casa Museo Covili e al Castello di Montecuccolo, dove sono in permanenza i dipinti de “Il paese ritrovato”. Ad Assisi, invece, le opere saranno esposte fino ad ottobre, con partecipato entusiasmo di Padre Saul Tambini, responsabile del patrimonio artistico dei Francescani di Assisi, e costituiranno la mostra di apertura delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco.
L’iniziativa è del vescovo Castellucci che del Comitato scientifico è il presidente, mentre vice presidente è Chiara Frugoni, rinomata storica del Medioevo”.
In queste parole di Vladimiro, figlio di Gino, la grande soddisfazione per il progetto che va sotto il nome “Covili. Il grido della terra” e ricorda che, durante la mostra alla Museo della Porziuncola, saranno raccolti, per volere del vescovo e dei frati, fondi per i poveri. E non mancheranno iniziative collaterali.
Intanto viene sempre tenuta viva la memoria dell’artista attraverso la Casa Museo a Puvullo, inaugurato il 31 marzo 2019. Un luogo aperto anche agli alunni delle scuole elementari e medie. “Abbiamo avuto – sottolinea Vladimiro – sei classi da settembre ad oggi e altre 20 si sono prenotate fino a febbraio. Per questo facciamo corsi di formazione online per gli insegnanti”. Compiacimento anche da parte della nipote dell’artista, Francesca, felice di vedere “negli occhi delle persone la gioia di partecipare alla scoperta dei significati della pittura e scultura, durante le visite guidate. Avvertono un arricchimento di sentimenti che i quadri riescono a trasmettere nella casa in cui l’artista ha lavorato”, Numerose le manifestazioni legate all’opera di Covili. Si rinnova, per il prossimo Natale, il legame tra arte e artigianato. Se lo scorso anno è stata l’opera “Nasce il Presepe” a costituire l’immagine della confezione in latta contenente il panettone della pasticceria del Giamberlano che Valter Tagliazucchi produce da tempo a Pavullo, quest’anno è stato scelto, come opera pittorica, “Il seminatore” per “vestire” un dolce d’eccellenza in edizione limitata. Il panettone, che si basa su un impasto speciale a base di germi di grano integro, può essere gustato, su prenotazione, al termine delle visite guidate, durante il periodo delle feste.