Modena, Node, il festival dei linguaggi innovativi, viaggio al centro del microcosmo digitale

Da martedì a venerdì decima edizione dal vivo al teatro Storchi e al cinema Astra con artisti storici e debuttanti

MODENA. Tre anteprime nazionali, grandi ritorni (un nome fra tutti: Ryoichi Kurokawa) e un nuovo ingresso nella platea di artisti che - ormai da dieci anni - portano a Modena il loro grido contemporaneo attraverso il linguaggio potente e innovativo delle arti digitali. Node – il festival dedicato all’incontro delle arti visive con la musica, il cinema e le nuove tecnologie - torna dal vivo e per la sua decima edizione, in programma da martedì 7 a venerdì 10 dicembre, vuole ripercorrere tutto ciò che di più prezioso ha condiviso con il suo pubblico e con il territorio nel corso degli anni. Come? Invitando nuovamente in città artisti che hanno lasciato il segno nella storia della manifestazione e ispirato gli stessi organizzatori. «Nel 2010 succede che abbiamo l’occasione di fare la nostra prima installazione artistica a Node e, sempre per la prima volta, assistiamo alla performance di Kurokawa – racconta Mattia Carretti, condirettore di fuse*, studio operante nell’ambito delle arti digitali che co-produce il festival - per noi che eravamo in sala è stata una specie di rivelazione perché abbiamo capito come questo linguaggio poteva parlare a un livello di profondità che non avevamo mai sentito prima. E quell’occasione ha dato al nostro studio più coraggio per intraprendere un percorso di ricerca relativamente a questo tipo di esperienza artistica».

«Vale anche per me – interviene Filippo Aldovini, direttore artistico di Node – Kurokawa è uno di quegli artisti che ci ha indicato la strada. La sua ambizione è quella di creare il concetto di sinestesia quindi di percezione simultanea di suoni e immagini. È la quarta volta che viene a Modena e questo è un segno di come Node, negli anni, abbia cercato non solo di creare eventi funzionali al successo di una serata o di una settimana ma di creare un percorso, che questa edizione vuole sottolineare».


MARTEDì 7 diceMBRE

Martedì 7 dicembre alle 22.30 al teatro Storchi Ryoichi Kurokawa presenterà il suo ultimo progetto a/v “Subassemblies” in cui immagini di edifici in rovina e spazi dismessi riconquistati dalla natura vengono renderizzati attraverso tecnologie 3D creando una realtà dinamica ibrida in costante equilibrio tra ordine e caos.

Alle 21.30, prima del noto artista audiovisivo giapponese, tornano a Node per un’anteprima nazionale François J. Bonnet, in arte Kassel Jaeger, e Stephen O’ Malley, che evocheranno la calma prima della tempesta dispiegando sul pubblico, lentamente, una vasta pianura glaciale.

«Sono due guru della scena contemporanea per quanto riguarda l’elettroacustica – li ripresenta Aldovini – François J. Bonnet è noto per essere il direttore artistico del Groupe de recherches musicales di Parigi mentre Stephen O’ Malley è un’altra rockstar che unisce il mondo della musica sperimentale con quello della musica estrema in ambito rock e metal».

Mercoledì 8 dicembre

Sempre allo Storchi, alle 21.30 spazio al video artista italiano Quayola, che ritorna a Node insieme ad Andrea Santicchia aka SETA per presentare “Transient – Impermanent Paintings” - progetto che vedrà in scena due pianoforti meccanici che suoneranno senza l’interazione del tocco umano - mentre alle 22.30 seguirà l’anteprima italiana di “Kistvaen”, performance di Roly Porter e MFO che si sviluppa attorno al rituale funebre gallese tradizionale. Giovedì 9 dicembre

Al Cinema Astra torna invece l’ingegnere del suono e musicista tedesco Robert Henke con “CBM 8032 AV”, performance audiovisiva che spinge cinque Commodore CBM 8032 ai limiti delle proprie tecnologie tra variazioni di rumori e ondo sinusoidali digitali.

venerdì 10 dicembre

Infine, per la chiusura di Node, venerdì 10 dicembre alle 21.30 presso la chiesa di Gesù Redentore è in programma l’anteprima nazionale della new entry del festival: la giovane compositrice e sound artist svedese Maria W Horn presenta “Dies Irae”, pièce per quartetto vocale femminile ed elettronica. Tutti gli appuntamenti del festival – realizzato da Lemniscata e fuse* con il contributo del Comune di Modena, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione di Modena – sono su prenotazione e per alcuni è previsto il pagamento del biglietto di ingresso.