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Modena, con BrickArt si torna a sognare nel magico mondo creato coi mattoncini Lego

Nella chiesa di San Carlo le gigantesche opere di Riccardo Zangelmi: «Dopo due anni difficili, dedico questa mostra al sorriso dei bambini»

Modena, Brick Art: il mondo ricreato con i mattoncini Lego

MODENA Un tuffo tra i Lego e nella gioia per l’arte che questi mattoncini sprigionano. Ieri nella chiesa di San Carlo è stata inaugurata la mostra BrickArt: 43 opere per un totale di circa un milione di pezzi realizzate con mattoncini Lego dall’artista Riccardo Zangelmi e i suoi collaboratori. BrickVision è l’azienda fondata da Zangelmi: progetta e realizza modelli, mosaici, sculture in mattoncini Lego personalizzate per aziende, privati, ed eventi e assieme a Next Exhibition rende possibile la mostra itinerante Brickart, che ora è a Modena fino al 14 febbraio (biglietti su Vivaticket.it). L’esperienza, realizzata con la tecnica del video mapping, coinvolge il visitatore in un’immersione a 360 gradi nel mondo Lego.



Non un unico tema guida lo spettatore, ma un viaggio attraverso le tappe e i giochi dell’infanzia. Le architetture barocche della chiesa si amalgamano al paese fiabesco fatto di mattoncini e insieme convivono un pellicano pirata di nome Capitan Becco, un’astrorenna (una renna astronauta), un sub che emerge da un altare e tanti altri personaggi. Non si tratta solo di enormi sculture che colpiscono per l’accuratezza anatomica e le dimensioni, ma anche di quadri e mosaici, che appaiono come inquadrature da film incorniciate dal confessionale o dalle arcate. I titoli delle opere sono un misto di inglese e italiano, il che dà un tocco di pop art; infatti il design innovativo eppure atto a creare un forte impatto emozionale è un tratto distintivo delle innumerevoli mostre dell’artista, così come una speciale attenzione per i più piccoli.

È proprio durante l’infanzia che avviene l’imprinting, è lì che iniziamo a coltivare quelle passioni che poi ci accompagneranno per tutta la vita. «Dietro a questo grande progetto c’è il mio sogno di quand’ero bambino, quello di diventare un ingegnere della Lego; non è successo, ma ho fatto comunque dei Lego la mia professione».

Riccardo Zangelmi ha provato varie strade: originario di Reggio Emilia, perito agrario e poi giardiniere, all’età di 30 anni si riaffaccia al mondo dei mattoncini. Le sue opere vengono notate da Lego Group e, dopo un percorso atto ad ottenere la certificazione professionale, la consegue nel 2016. È l’unico artista italiano riconosciuto assieme a soli altri 13 nel mondo. «Ogni volta che mia madre tornava da un viaggio di lavoro veniva a casa con una scatola di Lego: il primo giorno costruivo, il secondo smontavo e poi riassemblavo secondo la mia creatività. Inventavo astronavi per poter esplorare nuovi mondi di mille colori».

La costruzione del racconto è alla base delle opere, che sono come le pagine di un libro per bambini; poi c’è la “vision”, la visione d’insieme, l’impatto dell’opera d’arte che deve stupire. Non a caso la parola chiave della mostra è proprio “stupore”, quel sentire che va recuperato per risvegliare il bambino che è dentro ognuno di noi. «Brickart vuole far sognare i bambini che entreranno, ma anche gli adulti, a cui offro un salto indietro nel tempo. Dedico questa mostra al sorriso dei bambini, perché dopo questi due anni difficili hanno il diritto di tornare a sorridere».

Provare curiosità, stupore e immaginazione, emozioni che a volte ci dimentichiamo, è l’obiettivo dell’esposizione; ma qui si reimpara anche a fantasticare, a sognare un futuro migliore. Oggi Riccardo ce l’ha fatta e ha uno studio che è a metà tra una bottega artigianale e una startup digitale, in questo continuo intreccio tra passato e futuro. L’importante è essere sommersi di mattoncini Lego. «Dietro ogni scultura c’è un messaggio preciso: ad esempio il ciuccio è un inno alla nascita, mentre tutti i ciuccini disposti attorno rappresentano il numero di nascite al minuto nel mondo; “Fly”, la mano che lancia l’aeroplano, è l’invito a buttarsi nella vita, ad avere coraggio e credere nei propri sogni; io l’ho fatto ed è andata bene».

Ecco che i Lego diventano piccolo paradigma di vita; ci arrabattiamo a costruire un mattoncino dopo l’altro piccole grandi cose. A qualcuno di noi capita poi la possibilità di trasformare questo strumento di gioco in arte e bellezza. Chiude il sindaco Muzzarelli con un augurio: «Proviamo in questo periodo di ripartenza a trovare la luce: il Natale è vicino, e in quasi ogni nostro Natale c’è anche una scatola di Lego».