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Modena. Il ritorno di Pino Insegno: «Vi invitiamo a teatro per raccontare il bello di essere innamorati»

L’attore in scena con Alessia Navarro al Michelangelo «Un vademecum per qualsiasi uomo o donna»

MODENA. Sarà in scena al Teatro Michelangelo di Modena, da stasera a giovedì, alle 21, “Imparare ad amarsi”, di Pierre Palmade e Muriel Robin, con Pino Insegno e Alessia Navarro, regia di Siddhartha Prestinari. Musiche originali Bungaro e Antonio Fresa. “Imparare ad amarsi” è una storia d’amore come tante. Un matrimonio, un divorzio, un rincorrersi di dubbi, mancanze e rancori. Poi la vita che riprende colore con nuovi amori, nuove promesse e rinnovati “per sempre”. Poi, forse, un riavvicinamento, perché, come dicono i saggi, talvolta bisogna perdersi per ritrovarsi. La forza di questo testo, che ha registrato per anni il tutto esaurito in Francia e sta ottenendo grande successo anche in Italia, è l’originalità della struttura: sembra ispirato a Le Sedie di Ionesco, in cui gli attori interagiscono con decine di altri personaggi invisibili ma reali, creando sublimi siparietti. I dialoghi ficcanti, divertenti, intrisi di grande ironia danno un ritmo musicale al racconto e ci si ritrova a ridere dell’amore, a ridere di noi stessi, ma soprattutto ci si ritrova con la voglia di innamorarsi ancora, perché l’amore ti acchiappa, ti stordisce e vince sempre. Si tratta di uno spettacolo dalla scenografia essenziale che si concentra sul tema principale; emozionante, sicuramente, per gli inguaribili romantici ma utile per i razionali.

«Questo è un testo meraviglioso – spiega Pino Insegno – un testo francese riadattato da mio fratello Claudio con le musiche di Bungaro. Sulla scena due attori protagonisti ma altri che non si vedono ma ci sono ed il pubblico applaude perché ha la sensazione che, quelle persone, siano sul palco. Può sembrare una storia d'amore banale ma la commedia è piena di colpi di scena che fa ridere tanto ma fa scendere anche qualche lacrimuccia».


In questo lavoro c'è anche tanta ironia.

«Ma certo. C'è il vademecum di qualsiasi uomo o donna che formano una coppia. Io non mi accontento di portare in scena qualcosa che sia banale. Non farei mai qualcosa che potrebbe annoiare per un attimo le persone. E' un atto unico e dura il giusto per uno spettacolo di questo genere».

Ha detto in una recente intervista che non bisogna mai tradire il teatro.

«Mai. Se tradisci la gente la perdi per sempre. Puoi tradire la moglie ma mai uno spettatore al teatro perché non ritornerà mai più. Venire a teatro è anche un lavoro: devi prenotare, prendere la macchina, trovare i parcheggi, assistere allo spettacolo, ritornare poi a casa. Sono momenti non facili per le persone, specialmente oggi quindi, devi fare divertire il pubblico per non tradire il teatro».

È una commedia che ha avuto successo in Francia e con Alessia Navarro lei è in tour da più di due anni. In Italia viene apprezzata?

«Come dicevo prima in 40 anni non ho mai tradito il pubblico teatrale e quello televisivo. Questo è uno spettacolo che abbiamo quasi completamente riscritto perché i francesi sono un po' troppo leggeri e si accontentano di molto meno. Noi abbiamo bisogno del colpo di scena, di un finale travolgente, di battute che possono arricchire il tutto. Mio fratello Claudio ha fatto un lavoro meraviglioso».

E' vero che alla fine della commedia ci si ritrova con la voglia di innamorarsi perché l'amore vince sempre?

«I valori della vita, quelli seri, non cambiano mai. Molti dicono che il mondo è cambiato ma non è cambiata la gente che lo popola. L'amore, la famiglia, i figli, gli affetti restano immutati nel tempo. L'importante è che vi sia quell'autoironia, quel divertimento, che solo il teatro riesce a dare. Questo spettacolo dà la voglia di sorridere, di credere ancora nell'amore e di sentirti parte di un ingranaggio che è uguale per tutti. Poi ti accorgi che la tua storia è uguale a tutte le altre».

Con Alessia c'è intesa visto che siete uniti nella vita.

«E' dura perché lei è brava e pretende tanto, è molto attenta e viene dal teatro cosiddetto classico, drammatico. Ma ha fatto tanto teatro anche con me e con mio fratello. Lei dà molta credibilità a questa avventura, per cui mi permette di fare il funambolo».

Pino, un consiglio per imparare ad amarsi?

«Continuare la propria storia d'amore ogni giorno come se fosse il primo, altrimenti non ce la puoi fare. Dopo un po' ti abitui e vai a letto con il pigiama della squadra del cuore, non ti cambi i calzini e finisce lì. Invece devi ricominciare ogni giorno».