Franchini racconta “L’ultima nota” storie di musicisti rinchiusi nei lager

MODENA.Domani alle 18 nel Ridotto del Teatro Comunale Pavarotti – Freni (ingresso da via Goldoni, n.1), «L'ultima nota. Musica e musicisti nei lager nazisti», il libro di Roberto Franchini per Marietti 1820 (pp. 328, € 24,00), sarà presentato dall’autore in dialogo con Aldo Sisillo, direttore del Teatro Comunale, e Michele Smargiassi, giornalista di Repubblica, L’ultima fatica del giornalista e scrittore modenese indaga una verità che può sembrare paradossale, ma è storicamente ricostruita e fedelmente riportata dai protagonisti: i campi di sterminio nazisti avevano una loro colonna sonora.

Come in un circo dell’orrore lì si faceva musica, con orchestre, orchestrine, quartetti classici, jazz band, cantanti lirici e attori di cabaret. Le SS imponevano ai prigionieri di accompagnare le torture, le marce verso il lavoro o sulla strada delle camere a gas, con brani strumentali. Piccole o grandi formazioni intrattenevano gli aguzzini nel fine settimana oppure erano impiegate per sostenere la propaganda nazista. Nei campi di sterminio sono passati musicisti di grande valore, anche emiliani. Due di loro erano modenesi: Lorenzo Lugli e Giuseppe Selmi. Il primo, nato il 24 dicembre 1911 a Maranello, compose l’inno dei prigionieri italiani di Hammerstein. Il secondo, modenese, del ’12, violoncellista, fu amico di Gianrico Tedeschi e Primo Levi. Mario Finzi, di Bologna, classe 1913, giurista e musicista, è conosciuto come il pianista di Villa Emma, a lui si deve la salvezza di almeno un migliaio di persone. C’era poi un ferrarese, notaio di professione, musicista per passione, Pietro Feletti, (Comacchio 1891) che compose 8 brani durante la prigionia. Ingresso libero. Per info 059 2033020. C.M.