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Modena. Alla Ranarossa oltre cento mini quadri realizzati da 12 pittori, anche giovani

In mostra, fino all’8 gennaio, persino opere grafiche, fotografiche, sculture e ceramiche 


MODENA. Le pareti coperte da opere di piccolo formato. E’ quanto accade, fino all’8 gennaio, presso la Galleria Ranarossa 3.0, in via Montevecchio 21, dove sono esposti i quadri, e non solo, di 12 artisti che affrontano vari temi con il loro individuale linguaggio.

La mostra “Small” può essere visitata venerdì, sabato e domenica, dalle 17 alle 19. La quadreria si compone di oltre 100 dipinti, a cui si aggiungono opere grafiche, fotografiche, sculture e ceramiche. «Quasi paradossalmente, il piccolo formato offre l’opportunità – nota Cristina Boschini, curatrice della rassegna - di andare oltre il limite, favorendo una visione al contempo eterogenea e compatta. Permette, infatti, di offrire al pubblico, in un solo istante, un’ampia varietà di messaggi e suggestioni, che ciascuno può percepire e filtrare secondo le proprie modalità di lettura.

Alcune opere, contrassegnate da un bollino verde, possono essere acquistate a un costo ridotto. Acquistare arte, regalare arte è già un dono, in primo luogo per se stessi. Dono che si moltiplica e diventa condivisione. In fondo è vero: la felicità sta nelle piccole cose». Vi partecipano l’autodidatta modenese Anna Armellino, organizzatrice di concerti, per cui l’aspetto musicale, come ritmo e armonia, riveste una parte importante nel suo lavoro creativo; la giovane Alessandra Chicarella, orafa e pittrice di Latina che con le sue opere di energia assoluta racconta viaggi e storie di vita.

Alla memoria e all’identità lega il suo lavoro Alessandra Calò, che recupera e reinterpreta materiali d’archivio. Figura di riferimento nel panorama dell’arte modenese, Mario Giovanardi dopo esperienze nell’ambito della figurazione, si avvia negli anni 80 sul sentiero dell’astrazione.

La materia della pittura viene lavorata, espansa e decostruita, in un attento lavoro di indagine sulle relazioni tra tempo, spazio e superficie. Dal 2002 inizia la produzione di opere in ceramica alla Bottega Gatti di Faenza. Alla mostra è presente anche il laboratorio d’arte “Insetti Xilografi” (Alessia Baraldi e Gregorio Bellodi) con attenzione alla stampa d'arte xilografica, alla scultura, al restauro e alla pittura. E’ una ricerca tra sulle forme del mondo naturale, sia vegetale che animale, sulla simbologia e il contenuto magico della realtà. Incentra il suo lavoro sullo studio della figura, anche nella dimensione della sua psiche il pittore e scultore Massimo Lagrotteria, che vive a Carpi.

Il bolognese Marco Lombardo impiega il linguaggio fotografico con grande libertà, arricchendo l’immagine di elementi pittorici e luminosi. La cromaticità intensa caratterizza la produzione di Alessandro Monti, con riflessioni sull’ambiente, il tempo, la bellezza. Le sculture si palesano come affascinanti minerali di un mondo diverso, che vive a metà fra tecnica e natura.

Sperimenta varie tecniche il palermitano Antonio Gregorio Maria Nuccio, il cui stile si connota di forti radici isolane. Orienta prevalentemente la sua ricerca verso il mondo femminile e la natura Ersilia Sarrecchia (nata a Latina e vive a Modena), in un dialogo serrato tra figurazione ed astrazione: i suoi soggetti di matrice realistica sono inseriti in paesaggi astratti e talvolta sopraffatti dalla materia e da cromie innaturali. Si svolge nell’ambito del disegno e del dipinto iperrealista, la ricerca della sassolese Cetti Tumminia che ha scelto come tecnica la grafite, sperimentandola al contempo su molteplici supporti e con diversi mezzi pittorici. Animate da personaggi onirici sono le tele di Alberto Zecchini che si è formato alla bottega di Ermanno Vanni. I suoi colori acquistano tonalità della terra, con materia viva e pulsante.