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Modena. Al Fem del S. Agostino il centro di ricerca che prova a innovare il modo di educare

Alberto Grossi: «Struttura unica a livello nazionale che propone corsi per ragazzi, consulenze e percorsi formativi per docenti»

Modena. Non tutti i modenesi lo sanno, ma nei locali dell’ex ospedale Sant’Agostino ha sede un centro per l’assistenza, 4.0, a un vecchio malato cronico, l’educazione. Si chiama Fem ed è l’acronimo di Future Education Modena. Primo EdTech hub in Italia, attivo dal marzo del 2019, è un progetto creato e gestito da Wonderful Education in collaborazione con PTSClas e Social Fare, finanziato dalla Fondazione di Modena e parte di Ago – Modena Fabbriche Culturali. Si tratta di un centro internazionale unico su scala nazionale, dedicato all’innovazione nell’educazione.

Cosa fa? Si preoccupa di aumentare il potenziale dell’educazione in società, migliorando la qualità e l’impatto delle esperienze educative attraverso attività di ricerca, design e accelerazione. «In Italia non esiste un altro centro come questo – afferma Alberto Grossi, a capo dell’ufficio comunicazione Fem – un pool di disciplinaristi esperti in diverse materie, dalle neuroscienze a Media & Visual Art, da esperti in materie economiche e graphic designer, propone quotidianamente laboratori di innovazione didattica e tecnologica ed elabora percorsi indirizzati a studenti e docenti a breve o lungo raggio ». «Il centro, che impegna, complessivamente, circa 35 persone fra elementi dello staff esperti e docenti, lavora dodici mesi all’anno – continua – nei mesi estivi offre campus educazionali per ragazzi. Utilizzando una dinamica ludica organizza corsi per imparare a programmare, ad esempio, modulati a seconda della fascia di età dei fruitori».

FEM è anche uno sportello di consultazione gratuito dove informarsi per partecipare a bandi, come ad esempio quello aperto di recente dal Ministero dell’Istruzione: 102 milioni destinati alle scuole per fare educazione ambientale innovativa. I percorsi formativi per studenti e docenti per Modena e provincia sono completamente gratuiti. Fuori porta sono a pagamento. «È nato – aggiunge – dall'intuizione di Donatella Solda e Damien Lanfrey, già docenti universitari all'estero, esperti di temi educational e membri della segreteria tecnica del Ministero dell'Istruzione, estensori nel 2015 del Piano Nazionale Digitale della Scuola. Nel 2018 hanno scelto Modena per creare FEM, startup nel campo educational and technology».

Fem è un luogo aperto alla cittadinanza. Nei suoi spazi ospita attività formative, sociali e divulgative – circa 1500 nel triennio appena trascorso dalla sua nascita, tra lezioni, laboratori, esperimenti, eventi, corsi professionali – rivolte a bambini, studenti, al mondo della scuola, a giovani e adulti interessati a sviluppare ed accelerare le proprie competenze per il futuro. «In tre anni – ha aggiunto Grossi – abbiamo creato 140 prototipi educativi, 1330 percorsi, formato circa 78 mila persone e raggiunto 800mila studenti in Italia». Fra le varie proposte rivitalizzate dalla tecnologia e da un nuovo approccio didattico– dalla creatività digitale, alla musica fino a tutta una gamma di nuove risorse digitali – nemmeno Dante è sfuggito al restyling del terzo millennio. Con l’iniziativa «Dante su Minecraft» è infatti possibile avvicinare i più giovani al testo della Divina Commedia attraverso un videogioco che offre agli studenti un terreno virtuale sul quale sfidarsi a ricreare la narrazione dantesca. «Alcune classi di Modena hanno adottato questo videogame e lo stanno utilizzando – conclude Grossi». “Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente”. E nella game society, Sommo Poeta.