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Vignola, Virginia Raffaele: «La vita è un luna park pieno di attrazioni Porto in scena il mio spirito giostraio»

L'artista domani e domenica al Fabbri di Vignola con uno spettacolo ispirato dal luogo in cui è cresciuta

VIGNOLA. Riparte dal teatro Ermanno Fabbri di Vignola il tour 2022 di Virginia Raffaele che porta in scena sabato e domenica il suo “Samusà”. Diretto da Federico Tiezzi, lo spettacolo ruota attorno ai ricordi di infanzia dell’attrice e conduttrice televisiva. Sono due le repliche previste per questo spettacolo: sabato 22 gennalle ore 21 e domenica 23 alle 17.

Al centro del lavoro ci sarà quel mondo fantastico in cui è cresciuta, il luna park “Luneur” di Roma, un modo per raccontarsi, facendo ridere, emozionare e commuovere.


Virginia Raffaele, come nasce Samusà?

«Da quando il Luneur, il luna park dell’Eur di Roma in cui sono cresciuta, è stato chiuso, ho provato un grande senso di smarrimento e dolore. È come se si fosse aperta una ferita in me che non sono mai riuscita a richiudere. Ho provato a non pensarci e dimenticare tutto. Poi ho deciso che portare in scena quel mondo sarebbe stato il modo migliore per esorcizzare il dolore. Quindi, se devo dire da cosa è nato lo spettacolo, penso sicuramente dalla necessità. Ma poi centra tanto anche l’amore, la riconoscenza e un ricordo del luogo che mi ha cresciuta. Spero che quel luogo non mi abbandoni mai».

Cosa rimane di quel posto?

«La mia parte giostraia mi ha permesso di esserlo anche nella vita. Salgo sulle montagne russe senza troppa paura. Poi magari quando arrivo in alto vedo dove sono salita e sento la fifa ma intanto fin lassù ci sono arrivata. Rimane quindi un animo zingaro, in un certo senso, che mi accompagna sempre».

Cosa vedremo di tutto questo nello spettacolo?

«Lo spettacolo è emerso molto naturalmente dai miei ricordi. Poi attraverso un lavoro di scrittura, che ho svolto assieme ad altri autori, che sono Giovanni Todescan, Francesco Freyrie, Daniele Prato, abbiamo inserito altri personaggi. Naturalmente, io interpreterò me stessa. Ma come una Virginia che è diventata un po’ una giostra, perché è abituata a interpretare vari tipi di performance. È forse questa la metafora dello spettacolo. Quando si entra in un luna park si vedono moltissime attrazioni diverse e si rimane come incantati. Ecco, questo è ciò che faccio io nella vita. Attraggo la gente e cerco di farla divertire. È quello che facevo al Luneur in fondo».

Il tour di “Samusà” prevede ritmi serratissimi: sono più simili al mondo del luna park o della televisione?

«Lo spettacolo dal vivo è un’altra cosa. In teatro ogni sera è la stessa ma diversa. I ritmi sul palcoscenico sono forsennati, tra cambi di scena e recitato. Io sarò da sola con tre acrobati, bravissimi, ma tutto il parlato ricade su di me quindi è davvero dura. Le date sono praticamente un flusso continuo fino a maggio. Per questo direi che sia un lavoro molto più simile a quello del luna park, perché è molto fisico e si fa alla sera tardi».

Come sono andati questi due anni di pandemia?

«All’inizio ho vissuto, come tutti credo, una grande paura e un disorientamento totale. Temevo per i miei genitori e non poterli vedere o abbracciare è stato devastante. Ho cercato inizialmente di prendere il ritmo di questo strano modo di vivere. Sono stata da sola tutto il tempo del primo lockdown e mi è stato impossibile non empatizzare con le brutte notizie che ci sono state. Sapere che ci sono persone che non hanno potuto più vedere i propri cari è stato terribile, mi ha tolto il fiato. Ho quindi cercato di riprendere un ritmo più naturale, scandito dal sole. Mi ha salvata la musica e il disegno».

La rivedremo quest’anno in televisione?

«Intanto finiamo il tour. Arriviamo sani al teatro Brancaccio di Roma, il 15 maggio e poi vediamo. Per ora spero che tutte le date vengano confermate. Dopodiché l’unico augurio che mi faccio è quello di poter continuare a fare cose che piacciano al pubblico. Anche perché io ho bisogno di rivedere gente in sala».

Lo spettacolo sarà l’occasione per vedere dal vivo l’attrice e conduttrice televisiva, nota al grande pubblico per i ruoli comici e le imitazioni, dopo il grande successo di Performance nel 2015 e gli anni intensi che l’hanno vista protagonista in tv dello show Facciamo che ero io e della serie Come quando fuori piove, della conduzione del Festival di Sanremo 2019 insieme a Claudio Bisio e Claudio Baglioni, e al doppiaggio di Morticia nel cartone animato La Famiglia Addams nel 2019 e 2021. Con lo spettacolo Samusà al suo primo amore, il teatro. L’ingresso a teatro per assistere agli spettacoli è consentito solo con mascherina FFP2 e con green pass rafforzato. Per i minori di 12 anni non è previsto l’obbligo del green pass. È possibile utilizzare i biglietti in formato elettronico: acquistando biglietti on-line o telefonicamente.