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Francesca Michielin: «Divento scrittrice E rivelo le “tre parti” del mio cuore»

Domenica a Modena presenta il suo romanzo che è una storia tutta al femminile di tre donne 

Debutta nella narrativa Francesca Michielin con il suo primo romanzo "Il cuore è un organo" (Mondadori), una storia tutta al femminile che la cantante propone domenica 27 marzo alle 17.30. Le protagoniste sono Verde, una giovanissima cantautrice all'apice del successo, e Regina, vecchia gloria della musica leggera ritiratasi dalle scene ormai da decenni. E poi c'è Anna, che le ha fatte incontrare. Queste donne fanno parte di generazioni completamente diverse tra loro, ma ciò che le accomuna è la passione per la musica e, al tempo stesso, un profondo dolore. Un'amicizia nata un po' per caso e che si trasforma, giorno dopo giorno, in una rivoluzione sotterranea lenta ma inarrestabile destinata a cambiarle per sempre. Quella di domenica al Forum sarà una doppia presentazione: con Francesca Michielin anche Jonathan Bazzi e il suo nuovo libro “Corpi minori” (Mondadori). Ingresso libero con prenotazione su www.forumguidomonzani.it

 

MODENA Domenica alle 17.30 al Bper Banca Forum Monzani a Modena Francesca Michielin, una delle artiste più complete e interessanti del panorama musicale attuale, presenta il suo primo romanzo “Il cuore è un organo” (Mondadori), una storia tutta al femminile. Le protagoniste sono Verde, una giovanissima cantautrice all’apice del successo, e Regina, vecchia gloria della musica leggera ritiratasi dalle scene. E poi c’è Anna, che le ha fatte incontrare. Cinque album, collaborazioni con le firme più importanti della scena musicale italiana, Michielin, che abbiamo intervistato per l’occasione, ha calcato i palchi più prestigiosi e composto colonne sonore. Ama la scrittura da sempre, si è messa alla prova per anni nel suo blog e dal 2021 come autrice e conduttrice nel podcast “Maschiacci – Per cosa lottano le donne oggi?”. 

Francesca, cosa c'è di te nelle protagoniste di questa storia?
«Nonostante non sia un romanzo autobiografico queste donne hanno tre parti del mio stesso cuore: c’è il bisogno del controllo, io stessa come Verde tendo a controllare molto le cose, a essere molto analitica sezionando tutto, lei è quasi schiava delle sue stesse emozioni che invece di viverle e basta vuole anche governarle. In Anna c’è una me del passato, molto più radicale rispetto a quella di oggi, perché con il tempo ho capito che la radicalità è uno dei mali della nostra società, in quanto più si è radicali più si rifiuta la complessità che è il tema centrale del romanzo. In Regina, infine, c’è il grande legame con la musica pop». 
 
Scrivi che “essere adulti è accettare di essere fragili”: la complessità di cui parli ha a che fare anche con le dimensioni di fallimento e compromesso? 
«Mi piace pensare all’età adulta come a un momento in cui accettiamo di avere delle contraddizioni, dei momenti difficili in cui non siamo sempre perfetti, in cui impariamo l’arte del compromesso che spesso lo vediamo come una cosa negativa invece non lo è, perché ti aiuta ad avere più visioni della stessa cosa e a non essere radicali». 
 
Cosa ti ha più emozionato nello scrivere questo libro?
«Il monologo che Regina fa sulla musica pop di cui ne parla come un’opportunità, una responsabilità, come qualcosa che non è assolutamente facile da fare come spesso si pensa ma invece è frutto di grande ricerca e lavoro». 
 
Il libro contiene anche la canzone “ottanio” che riporta l’espressione bellissima del “lenire il cuore”: per te la scrittura è un balsamo capace di lenire il cuore o di provocarlo?
«Entrambe le cose. In questo romanzo si rivendica il valore della complessità e credo che la cosa più importante è che l’energia ci sia, sempre. Che sia positiva, negativa, che sia un’energia che ti sconvolge o ti lenisce, l’importante è che ci sia qualcosa che non passa inosservata. Nell’approccio alla scrittura, mi lascio molto trasportare dai sentimenti forti che provo e dopo, in un secondo momento, non dico che vado a correggere ma vado a sistemare quanto ho scritto. In un primo momento c’è sempre il fuoco che sento dentro che mi motiva e mi ispira e dopo subentra la parte più analitica».
 
Cuore è una parola complicata da usare, abusata. In questo libro, invece, sei riuscita a valorizzarla tramite l’accostamento del cuore organo fisico e organo strumento musicale. Come è nata l’intuizione? 
«Era il periodo in cui ho scritto “Battito di ciglia” che contiene i versi “il cuore è un battito di ciglia”, “il cuore è un drago che morde” e quindi mi sono detta: perché non diciamo le cose come stanno? Il cuore è un organo e ho giocato sul fatto che è proprio il luogo in cui risuonano le emozioni, come se fosse la cassa armonica di uno strumento musicale». 
 
Nel 2022 festeggi dieci anni di carriera: come si fa a non soccombere al successo ma a goderselo?
«È difficile perché le cose che si provano sono tante e io nello specifico ne faccio molte e diverse. Bisogna sempre pensare un giorno alla volta e cercare di assimilare tutto quello che si fa e si vede, soprattutto con il pubblico. Il rapporto con il pubblico che in questi due anni di pandemia mi è mancato molto, ora che posso recuperarlo anche andando a fare il firmacopie per questo libro, per me è molto importante, mi da un sacco di energia. In generale penso che non ci si deve mai vergognare di sentirsi a volte fragili, di avere dei giorni no, di non sentirsi sempre connessi e al proprio posto. Dobbiamo smettere di pensare alla nostra vita come a una performance e provare a concentrarci sulle cose che ci fanno stare bene considerando che è tutto un lungo percorso di saliscendi continuo». 
 
Fai davvero tante cose diverse: a Sanremo quest’anno ti abbiamo vista in veste di direttrice di orchestra e su Sky Nature in quella di intervistatrice nel programma "Effetto Terra".
«A Sanremo è stata un’esperienza molto bella perché mi ha dato la possibilità di vivere la musica in maniera ravvicinata con gli orchestrali, i musicisti, con Emma che è un’artista che stimo molto e con cui mi sono anche particolarmente divertita. L’esperienza con Sky Nature altrettanto: credo molto nella filosofia secondo cui abbiamo uno spazio per creare altri spazi e una voce per dare voce, e mettermi a servizio di tematiche importanti in cui da sempre credo è veramente bello». 
 
Come stai affrontando nel tuo cuore questo periodo storico?
«È difficile dire e pensare qualsiasi cosa se non che sembra tutto assurdo. Nel mio privato sto cercando di capire come rendermi utile, sono in contatto con associazioni che si occupano di accoglienza e raccolta di beni di prima necessità e ho fatto una donazione a Croce Rossa italiana».