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Cisco in tour con i Bandabardò quando l’unione fa buona musica

«Un’occasione nata dall’amicizia : mi hanno chiesto di ripartire insieme  Dal 1° giugno proporremo un concerto in cui uniremo i nostri percorsi»

CARPI. Nasce una collaborazione tra Bandabardò, una delle band più longève del panorama musicale italiano, con oltre 1500 concerti e più di 25 anni di attività e Cisco, la storica voce dei Modena City Ramblers. Già annunciata la pubblicazione del nuovo album “Non fa paura”, in uscita il 20 maggio. L'album sarà composto da dieci tracce tra inediti, rivisitazioni e cover.

Le strade di Bandabardò e Cisco si uniscono anche all’insegna del ritorno sui principali palchi italiani, con un tour che li vedrà esibirsi insieme per tutta l’estate. "“Non fa paura” tiene insieme tutto: la musica suonata sui dischi e sui palchi; la bellezza di tornare dopo due anni di stop quasi forzato del nostro settore a fare quello che amiamo; la fortuna di poterlo fare all’interno di un meraviglioso progetto che ha a che fare con qualcosa che è – proprio come la musica – molto preziosa, l’amicizia” dichiara Cisco. «Non vediamo l’ora di recuperare quella dimensione di partecipazione collettiva al live che in questi anni di pandemia è mancata a tutti e che è invece sempre stata la nostra cifra – spiegano i componenti di Bandabardò - “Insieme” è una parola che oggi assume un significato se possibile ancora più prezioso e importante, ed è bello che il primo progetto con il quale torniamo al nostro pubblico sia un progetto condiviso con un amico di sempre, Cisco. Ripartire dalle emozioni ci sembra il modo migliore di ricominciare».

Cisco, come è nata l'idea di questo matrimonio artistico?

«Sono stati loro che, in modo amichevole, mi hanno chiesto di ripartire insieme con me. Erano indecisi se fermarsi o no, dopo la morte di Erriquez, alla fine hanno deciso di andare avanti ma in maniera diversa, anche provando a mescolarsi con altri artisti. Ci conoscevamo da una vita, quando mi hanno chiesto di prendere parte a questa esperienza ho accettato volentieri. Non sarà solo un concerto coi pezzi di Bandabardò, ma ci saranno anche brani miei e quelli coi Modena City Ramblers».

Quando partirà il tour?

«Il tour partirà il 1 giugno da Livorno e toccherà poi Bologna, Prato, Bergamo, Roma e altre località che si stanno aggiungendo in questi giorni. Insomma, sarà un'estate intensa e ricca di concerti live».

L'ultima sua incisione discografica è il doppio album, “Canzoni dalla soffitta”, che celebra i suoi primi 30 anni di carriera.

«Ho iniziato a scrivere le canzoni in soffitta durante la pandemia. La soffitta è stata la mia salvezza in quel periodo. Un vero rifugio da cui è nata l’idea di comunicare col pubblico attraverso dirette streaming, per le quali ho composto nuove canzoni. Mi è stato chiesto di farne un disco, è arrivato addirittura un doppio album che ha unito le canzoni del lockdown a nuovi pezzi originali, come “Riportando tutto a casa” dal suono Irish nostalgico, ad altri conosciuti come “Quarant’anni”, “La grande famiglia”, “Ebano”, “La strada”».

Nel disco c’è pure la ballata di Bruce Springsteen “Il fantasma di Tom Joad” che canta in italiano.

«Springsteen è un maestro, ma con quel brano secondo me ha superato se stesso, ha raccontato una storia senza tempo, una storia dell’America di cento anni fa che è ancora di un’attualità disarmante. La foto di quel pezzo rimane viva anche a distanza di tanto tempo, significa che è una di quelle canzoni manifesto come “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan, era proprio la foto del pezzo che volevo riportare in italiano».