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Modena, il Premio Buk Festival alla Di Pietrantonio: «Le ferite e le cicatrici entrano nei romanzi»

Incontro con l’autrice di “L’Arminuta”: « Il prossimo libro?  Cerco ancora di capire quale parte di me mettere in gioco»



MODENA. Domanialle 20.30 al Teatro Storchi l’anteprima della 15° edizione del Buk Festival con il conferimento del Premio Buk Festival 2022 alla scrittrice Donatella Di Pietrantonio, Premio Campiello 2017 per “L’Arminuta”, che riconosce “la capacità dell’autrice di parlare al nostro tempo con una scrittura forte e vivida, nella quale scorrono emozioni e sentimenti di intensità sobria e sapida. Ma anche i ritratti personali e familiari che Donatella Di Pietrantonio ha consegnato alle nostre letture, e le rappresentazioni capaci di alimentare immedesimazione e immaginazione”.


Donatella Di Pietrantonio ha esordito con il romanzo “Mia madre è un fiume” (Elliot 2011, Premio Tropea). Con “L’Arminuta” (Einaudi 2017, tradotto in più di 25 Paesi) ha vinto il Premio Campiello, il Premio Napoli e il Premio Alassio. Per Einaudi ha pubblicato anche “Bella mia” (prima edizione Elliot 2014), con cui ha vinto il Premio Brancati. Nel 2021, sempre con Einaudi, è uscito “Borgo sud”, secondo classificato al Premio Strega.

Di Pietrantonio, cosa rappresenta per lei questo riconoscimento?

«L’ho accolto con emozione e gratitudine, sono molto onorata di riceverlo. Torno volentieri a Modena dove sono già stata per occasioni riguardanti i libri; ho partecipato anni fa al bel progetto con il carcere “Sognalib(e)ro” in cui mi coinvolse Bruno Ventavoli, un’esperienza molto interessante».

Quando e come ha scoperto di aver bisogno della scrittura?

«Presto, da bambina, con la scuola elementare. Negli anni Sessanta si studiavano tutte quelle poesie a memoria e a un certo punto mi sono chiesta: perché non posso provarci anch’io? E mi sono messa subito dall’altra parte del libro. Per me è stato un importante canale di espressione, non avevo altro, ero una bambina ipersensibile, molto sola, vivevo in una comunità di contadini in Abruzzo molto isolata, non avevamo nemmeno la corrente elettrica. La lettura e la scrittura sono stati i primi mezzi per canalizzare la mia sensibilità».

Ha detto che prossimamente le piacerebbe lavorare a un memoir autobiografico. Ci sta già pensando?

«In questo momento sono in una fase di esplorazione. Quello che mi muove a scrivere è sempre qualcosa che entra in risonanza con le mie istanze, bisogni, ferite, cicatrici. Negli altri romanzi ho già dato su questo, e nel prossimo sto ancora cercando di capire quale parte di me mettere in gioco».

Come legge questo presente?

«Da parte di noi cittadini comuni spaventa dover assistere nella totale impotenza a quello che sta accadendo, senza poter avere accesso a nessun livello decisionale. C’è però un diffuso sentimento di opposizione alla guerra che un po’ rincuora».

La parola “responsabilità” è più che mai importante.

«Quello della responsabilità è un argomento inesauribile; per me ha sempre molto a che fare con la considerazione degli altri, delle esigenze e della libertà dell’altro, e ha molto a che fare anche con il rispetto, compreso quello verso noi stessi, affinché ognuno sia messo nelle condizioni di poter tendere alla realizzazione e definizione del proprio posto nel mondo».

La fede può aiutare in questo. Lei che rapporto ha con essa?

«Sono agnostica, come tutti ho una mia intima religiosità, un rapporto con l’invisibile che non riesco ad identificare con nessun dio tra quelli conosciuti. Mi ha sempre lasciato molto perplessa il credere in una religione che esclude dal proprio paradiso tutte le altre e tutti i credenti in altre religioni. Non ho mai capito e accettato la superiorità di un dio su un altro, me ne sono sempre tenuta al di fuori, coltivando un’etica e una morale personali molto rigorose».

La partecipazione alla serata di domani è aperta a tutti, biglietti gratuiti scaricabili su eventbrite.it/Aspettando Buk. Il Festival si terrà da venerdì a domenica presso il Chiostro di San Paolo.

Anche quest’anno Buk Festival è realizzato grazie a un ampio team di istituzioni, con il sostegno della Fondazione di Modena, del Comune di Modena, di Bper Banca e con il patrocinio della Regione , di CNA, Camera di Commercio e Modenamoremio, sotto gli auspici del Centro per il Libro e La lettura del Ministero dei Beni Culturali.