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Carpi. Paolo Belli & friends «Nel mio nuovo disco l’omaggio alla nostra splendida musica»

Per i suoi 60 anni l’artista si regala 13 brani e varie chicche A breve uscirà la data del concerto in piazza Martiri a Carpi

CARPI «In questo disco c’è l’anima del territorio: c’è un ingrediente fondamentale, il gnocco fritto. Perché quando noi emiliani prepariamo qualche leccornia in cucina, lo facciamo sempre per tanti: questo è il segreto del disco, la condivisione”.

L’artista carpigiano Paolo Belli si regala il nuovo disco, “La musica che ci gira intorno” (Pb Produzioni / Artit First), per il suo compleanno.


Si tratta di una cifra tonda speciale: il cantante, che fin dai tempi dei Ladri di Biciclette ha saputo costruire un sound personalissimo, soffia su 60 candeline. E lo fa donandosi 13 brani della storia musicale, alcuni dei quali vedono la partecipazione del polistrumentista cubano Juan Carlos Albelo Zamora. I brani oscillano da “La musica che gira intorno” di Ivano Fossati (1983) a “Che sarà” dei Ricchi e Poveri (1971). Il disco è in uscita venerdì.

Qual è stata la fonte d’ispirazione per Paolo Belli per l’album?

«Durante il lockdown una delle mie priorità era tenere caldi i miei ragazzi. Sono artisti che girano il mondo, costretti a rimanere fermi per tanto tempo e, in più, sono decine ormai e verso di loro mi sento profondamente in debito. In quel periodo, ascoltavo tanta musica e mi sono accorto che nella mia personale discoteca c’è un mondo fatto di artisti che mi hanno indirizzato sia su strade artistiche, sia umane, differenti. Così ho iniziato a condividere tutto quello che stavo ascoltando e, come i professori quando si fa lezione in Dad , ho dato ai miei ragazzi un compito: una chiave in cui realizzare un brano. Un po’ come dire: “l tema è questo, sviluppatelo”. Questa sorta di gioco-lavoro ha coinvolto tutti in modo entusiasta».

Una volta finito il lockdown cos’è successo?

«Per il mio modo di vivere e fare la musica, la condivisione con gli altri è la strategia migliore che esista. Abbiamo messo i temi “in bella”, provando l’emozione di trasformarli in un disco che sarebbe stato pronto per il mio sessantesimo compleanno: io amo fare i regali agli altri ma questa volta me ne sono fatto uno io. L’antica tecnica pelle e pelle con tanti musicisti è quella che abbiamo utilizzato per questo lavoro. E il risultato è un ringraziamento a tutti gli artisti che hanno segnato la mia vita. E ne sono felicissimo».

Quanto c’è di Carpi e del Modenese nel tuo disco?

«La condivisione è un ingrediente della nostra terra: il gnocco fritto ha inciso parecchio. Tortellini e lasagne sono l’emblema della condivisione, perché si preparano per tanti. Carpi significa sincerità e voglia di fare. Avrei potuto inserire brani che devono strizzare l’occhio al mercato, ma mi piacevano quelle tracce e abbiamo fatto quelle. Lo puoi fare solo se sei sincero».

Quali le novità relative a Paolo Belli a Carpi e sul territorio?

«Il 28 maggio sarò a Medolla, con Rock no war abbiamo prestato il nostro contributo per aiutare la popolazione nel difficile dopo terremoto. Il Comune ha chiesto uno show per il decennale dal sisma e noi faremo un concerto. Mentre a Carpi, ricordiamo che era stata spostata la data dello spettacolo in piazza Martiri, inizialmente previsto a Capodanno: a breve uscirà la nuova data di recupero».

E per il disco qual è l’augurio?

«Io mi auguro che questo album piaccia tanto. A chi lo acquista e lo ascolta auguro che sia pervaso di energia. Il desiderio è quello di far stare bene le persone. La missione di noi emiliani e soprattutto di noi saltimbanco è questa: fare stare bene gli altri, come gli altri fanno stare bene me».

Paolo Belli, che negli ultimi anni è stato anche presidente della Nazionale Italiana Cantanti, è da sempre molto impegnato nella solidarietà, attraverso l’associazione “Rock No War” e la Fondazione Telethon, per cui da oltre dieci anni conduce la maratona televisiva sulle reti Rai, oltre ad altre iniziative magari meno visibili, ma in grado di donare sollievo e contributi alle persone meno fortunate. Anche volto televisivo, dal 2005 ‘accompagna’ Milly Carlucci alla conduzione del programma di Rai1 ‘Ballando con le stelle’, di cui cura anche le musiche insieme alla sua Big Band.

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