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Benvenuti a Buk tanti libri e incontri Riondino e Rondoni: «Sveliamo Pasolini»

Da oggi a domenica il festival con tante novità da scoprire al San Paolo. Gli autori: «Quella di Pier Paolo è un’eredità di grande attualità»

MODENA Le novità della primavera 2022 sbocceranno per tutti gli appassionati dei libri da oggi a domenica negli spazi suggestivi del Chiostro di San Paolo a Modena (via Selmi 67), dove Buk Festival accoglierà il pubblico con una vivace mostra mercato e un cartellone ricco di presentazioni.

Centrale il tema pasoliniano per celebrare il centenario della nascita dell’iconico poeta e scrittore, a quasi cinquant’anni dalla sua scomparsa.


Oggi alle 18.30 nella Sala del Leccio, il primo dialogo d’autore vedrà protagonisti il poeta Davide Rondoni e l’attore David Riondino con la conversazione “Il centenario corsaro. Pier Paolo Pasolini, ritratto eretico”. Rondoni e Riondino, che abbiamo intervistato in anteprima, alternando commozione e ironia, offriranno un personale ritratto del poeta e intellettuale nato nel 1922 e ancora fonte di riflessione e discussione, richiamando poesie, citazioni, storie, personaggi e aneddoti legati a Pier Paolo Pasolini. Un viaggio dentro e fuori i suoi testi poetici e non, le parole di chi lo ha attaccato e gli scritti che tuttora in qualche modo suscitano un sentire pasoliniano nel nostro tempo. La conversazione segue il podcast “I tipi pasoliniani” di Rondoni e Riondino per RaiPlay Sound durante il quale ogni volta «abbiamo intervistato qualcuno che ci sembrasse un tipo pasoliniano, che avesse in qualche modo a che fare con la sua eredità letteraria, umana ed estetica – spiegano il poeta e l’attore – Abbiamo intervistato le persone più diverse, come ad esempio Walter Veltroni, Aurelio Picca, Riccardo Mannelli... L'eredità di Pasolini è molto ampia, è più un comportamento, uno sguardo sul mondo che una continuità nella scrittura o nel cinema o nella poesia – prosegue Riondino - è più nel rendersi continuamente conto che siamo in un processo di costruzione di una società che può essere vista in maniera costantemente critica, notandone le deformazioni come le meraviglie».

C’è un incessante lavoro di distruzione di un'idea di equilibrio e di integrità che ci viene consegnato dalla storia, e Pasolini sottolinea come negli ultimi decenni si sia accelerata una specie di disgregazione dei fondamenti che hanno sempre guidato gli stili di vita delle generazioni che ci hanno preceduto.

«E’ un autore che è stato percorso in tanti modi e direzioni ma tra le cose che secondo me vale la pena approfondire di più, ed è anche la parte più duratura della figura e opera di Pasolini, è il suo aspetto antropologico oltre a quello poetico – dice Rondoni – ovvero il suo contributo soprattutto nella lettura antropologica di un passaggio dell'epoca in cui viviamo che è la scomparsa del sacro. La sua accusa alla borghesia capitalista di far sparire il sacro dalla società mi sembra una cosa ancora da indagare bene».

Come sottolinea Riondino, il suo modo di attraversare il presente con la capacità di stare con l’occhio e il sentire sia dentro che fuori dal suo tempo, in modo da poterlo meditare, rende Pasolini un intellettuale unico: «Pasolini aveva dentro di sé questa linea di equilibrio – dice Riondino – un sistema dell'esserci e non esserci nel suo tempo e di saper galleggiare muovendosi in zone che non erano solo grandi mari all'aperto ma anche paludi, affidandosi agli strumenti dell'estetica, della poesia, della scrittura, del giornalismo e del cinema. Sento molto mie – gli fa eco Rondoni – la sua commozione e tenerezza per la vita dettate dal sentirne la sacralità, il valore assoluto anche nel dettaglio, nella piccola cosa, nella piccola presenza. In questo tremare per il sacro della vita sento qualcosa di comune tra noi, nonostante tutte le ovvie differenze biografiche, storiche, culturali e di spessore che ci sono».

Nella mattinata di domani, dalle 10.30 nella Sala del Leccio, si terrà il convegno che Alda, European Association for Local Democracy, dedicherà a “L’Europa dei diritti”: partner del programma di Buk 2022, Alda metterà al centro della sua riflessione coloro che rappresentano le parti più deboli della nostra società, nel dibattito che coinvolgerà esperti europei e italiani. Si indagheranno i diritti economici, civici e sociali in rapporto alla fragilità delle democrazie sia in Europa che a livello mondiale.

Sempre domani, alle 18.30, nella Sala del Leccio, spazio al secondo dialogo che Buk dedica a Pier Paolo Pasolini “I Maestri sono fatti per essere mangiati” che vedrà protagonisti Davide Toffolo, autore del graphic novel “Pasolini” – un fumetto di culto scritto e disegnato vent'anni fa e oggi ripubblicato da Rizzoli Lizard – e Gian Mario Villalta, poeta e scrittore nonché direttore artistico di Pordenonelegge, Festa del Libro con gli Autori. Sarà l’occasione per sfogliare insieme un grande classico del fumetto italiano e per riscoprire la forza, la rabbia e la dolcezza di un uomo e di un poeta senza tempo, un Maestro che ha indicato la via per vivere da artisti e uomini liberi. Info: bukfestival.it