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Con Toffolo e Villalta alla scoperta di Pasolini e alla libertà e al coraggio di esporsi alla vita

Buk Festival. Entra nel vivo il salone della piccola e media editoria Alle 18,30 si torna a parlare del regista partendo da una graphic novel 



MODENA Oggi alle 18.30 nella Sala del Leccio, nel complesso del Chiostro di San Paolo a Modena (via Selmi 67), spazio al secondo dialogo che Buk dedica a Pasolini: “I Maestri sono fatti per essere mangiati”, titolo che riprende la battuta di un film iconico di Pier Paolo Pasolini, “Uccellacci e Uccellini“ (1966). Buk Festival richiama quella intuizione attraverso la conversazione che vedrà protagonisti Davide Toffolo, autore del graphic novel “Pasolini”, fumetto di culto scritto e disegnato vent'anni fa e oggi ripubblicato da Rizzoli Lizard, e Gian Mario Villalta, poeta e scrittore nonché direttore artistico di Pordenonelegge, Festa del Libro con gli Autori. Sarà l’occasione per sfogliare insieme un grande classico del fumetto italiano e riscoprire la forza, la rabbia e la dolcezza di un uomo e di un poeta senza tempo, un Maestro che ha indicato la via per vivere da artisti e uomini liberi.


«È la graphic novel di Toffolo che farà da guida alla nostra conversazione – spiega Villalta - Un’opera che mette in scena l’ipotesi di una impossibile intervista a un Pasolini che forse è un fantasma e forse un impostore: parla con le parole di Pasolini, ma lo fa in un tempo che è di oltre due decenni dopo la sua morte, quando Davide ha scritto e disegnato la sua opera, venti anni fa. Va in crisi, così, la possibilità di una interpretazione protetta dal “sapere” filologico- critico e viene a esplodere il contenuto dirompente della parola pasoliniana, oltre ogni contesto garantito e garantibile. Un appello all’ascolto del richiamo senza tempo alla libertà e al coraggio di esporsi alla vita».

Come sottolinea Toffolo, viviamo un momento speciale perché di Pasolini si parla tanto nonostante rimanga un artista scomodo e difficile, e si continua a provare a discutere su quello che lui ha lasciato, sulle cose che ha raccontato e sul modo in cui lo ha fatto. La sua rimane ancora una forma completa e sono tanti i modi in cui ci si può approcciare alla sua figura. «Se lo avessi scritto e disegnato oggi, il mio libro, essendo un viaggio in Italia, si sarebbe collocato in un contesto piuttosto cambiato - dice Toffolo, leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che torna nel Modenese dove è molto legato all’esperienza musicale della Banda Rulli Frulli con cui ha anche collaborato nella sua veste di fumettista, al locale Vibra di Modena dove si è esibito tante volte e alla Panini con cui ha pubblicato il fumetto “Cinque allegri ragazzi morti. Il ritorno” – Si tratta di un lavoro metalinguistico sulla sua parola soprattutto extraletteraria perciò quello delle sue interviste. In questo senso, ci sono dentro cose che parlano anche alla nostra attualità soprattutto nella concezione di Pasolini di uomo pubblico; oggi con la presenza dei social siamo tutti pubblici in un qualche modo e le sue riflessioni su che cos’è la persona mediata, ovvero che arriva attraverso i media, sono ancora molto acute».

Ma cosa non è ancora stato adeguatamente capito o comunque valorizzato dell’eredità pasoliniana? Per i due artisti sicuramente la sua ferocia di adolescente affamato di tutto: «Ogni forma d’arte che ha sperimentato è un gesto erotico, che cerca un pensiero e una forma – sostiene Villalta - La sua abilità argomentativa e provocatoria è la messa in scena, in realtà, di un’energia che vuole oltrepassare ogni discussione per dire che il desiderio, il corpo, la parola non sono materia di patteggiamento e di scambio, ma una vita indicibile, alla ricerca di un senso che non potrà mai pacificarsi in una condizione stabile, non sarà mai una verità acquisita». Anche Pasolini ha avuto maestri che, a sua volta, richiamando il titolo della conversazione, si è “mangiato” più volentieri di altri. Tra questi, «Roberto Longhi e Gianfranco Contini crediamo siano stati la sua principale portata degli ultimi e decisivi anni di formazione. Ma gli antipasti, i primi piatti componevano un menù di moltissima poesia e di critica letteraria tradizionale. Il dessert è stato poi il tuffo nell’attualità della discussione letteraria: recepiva, carpiva, reagiva con febbrile passione e incredibile velocità. Pochi come Pasolini, inoltre, hanno avuto fiducia e hanno saputo trarre grande vantaggio dal proprio curriculum di studi scolastici e universitari». Alle 13.30 Flamingo Edizioni presenta “Ultimo Atto”, di Johan L.B., relatrice Antonella Piccolo: un testo crudo, senza regole grammaticali, sintattiche né tantomeno morali. Alle 15 riflettori su “Tutto il buono della solitudine”, di Vincenzo Cannarozzo: pubblicato da Linea Edizioni, il libro spiega che la fortuna, quella vera, le persone se la devono meritare. Alle 16 Gianluca Giagni presenta “Badao. Ogni parola ha un perché”, di G2 Edizioni: per viaggiare tra le parole e riscoprire,la radice di una cultura che non dobbiamo sottovalutare. Programma su www.bukfestival.it