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Modena C’erano una volta e anche oggi i giovani allievi del San Carlo

Il 31 maggio al Fem di Modena, con inizio alle 17,30 L’incontro – dal titolo “Essere giovani nel Settecento. Vita quotidiana al Collegio” – è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza. Quali materie si studiavano in una scuola d’élite di antico regime? Quanti e quali cibi si potevano trovare alla mensa dei collegiali?

Modena Domani con inizio alle ore 17, presso gli spazi di Future Education Modena (Largo Porta Sant’Agostino 228) in centro a Modena, si terrà il quinto e ultimo evento della rassegna “Ritorno al futuro. L’archivio del Collegio San Carlo in viaggio nel tempo con le Digital Humanities”. L’incontro – dal titolo “Essere giovani nel Settecento. Vita quotidiana al Collegio” – è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza. Quali materie si studiavano in una scuola d’élite di antico regime? Quanti e quali cibi si potevano trovare alla mensa dei collegiali?

Ma soprattutto, i giovani nobili erano collegiali impeccabili o adolescenti vivaci e incontenibili? Gli attori Lara Guidetti e Saverio Bari interpreteranno alcuni brani tratti dai documenti dell’archivio storico della Fondazione Collegio San Carlo, attraverso i quali verrà rievocata la vita quotidiana dei convittori del passato, gli eventi curiosi e insoliti, le vicende amare e quelle più leggere. Le voci dei due attori, dunque, accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso i secoli, restituendo tutta la vivacità e l’attualità di un passato solo apparentemente distante dalla sensibilità contemporanea. A seguire è prevista un’attività laboratoriale, tenuta da esperti di Future Education Modena, sull’impatto didattico delle Digital Humanities, rivolta a docenti e studenti della scuola secondaria.

L’evento di domani chiude la rassegna culturale “Ritorno al futuro”, progettata a più mani da Fondazione Collegio San Carlo, AGO Modena Fabbriche Culturali, Future Education Modena, Museo Civico e Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Digital Humanities di Unimore. Il ricco e interessante cartellone di eventi – sviluppato a partire da un approfondito lavoro di studio e valorizzazione delle fonti documentali svolto da Chiara Albonico (Fondazione Collegio San Carlo) e Lorenzo Ferrari (Unimore) nell’ambito della biblioteca digitale modenese Lodovico – ha riscosso un buon successo di pubblico.

I temi trattati nel corso dei primi quattro incontri sono stati molti: dai ‘presagi’ della modernità e della Prima guerra mondiale, alla storia delle panche della chiesa di San Carlo, fino alla satira del caricaturista Umberto Tirelli (che fu studente del Collegio) e alla biblioteca antica perduta della Fondazione. Il comun denominatore degli eventi è stato quello delle “digital humanities”, un nuovo campo di studi che mira ad integrare i metodi di ricerca delle scienze umane con le nuove tecnologie informatiche e digitali.

L’esperienza di “Ritorno al futuro” ha inaugurato una promettente stagione di sinergia fra diverse istituzioni culturali modenesi. Gli organizzatori hanno tracciato un primo bilancio di questi ultimi mesi di attività. «Questa rassegna è nata con lo scopo di valorizzare il materiale del nostro archivio – racconta Chiara Albonico, responsabile dell’archivio storico della Fondazione Collegio San Carlo – e le storie che abbiamo tratto dalle carte mostrano la ricchezza di un patrimonio documentale che ha ancora molto da dire. Un documento del Settecento non è solo una finestra sul passato, ma può diventare chiave di lettura per il presente». «Come Future Education Modena abbiamo da subito aderito con entusiasmo all’iniziativa – chiarisce Donatella Solda, direttrice di FEM – per mettere a disposizione le nostre competenze della progettazione educativa che si arricchisce con la tecnologia. Siamo felici anche del gruppo di lavoro che si è venuto a creare».

«Il progetto “Ritorno al futuro” ha connesso in modo significativo archivi materiali e digitali, memoria e traiettorie future, fornendo un campo di applicazione per innovazioni educative – ha commentato Daniele Francesconi, responsabile del programma culturale di AGO». «Le modalità di collaborazione tra i vari partner – ha proseguito Francesconi – mostrano il carattere enzimatico dei contenuti culturali e Ago è felice di aver contribuito all’attivazione di queste proteine del sapere». Secondo il ricercatore universitario Lorenzo Ferrari, «Unimore e il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Digital Humanities credono molto nel valore della collaborazione fra gli enti del territorio perché mettere a sistema i patrimoni culturali locali attraverso progetti all’avanguardia come la biblioteca digitale Lodovico permette di intercettare curiosità e interessi di livello internazionale».l

E.P.