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I fan del Liga tra palco e realtà e 30 anni volano in una notte

A Reggio Emilia la “febbre” per Ligabue è alta già dall’ora di pranzo Si canta tra i bar e scorrono fiumi di birra all’esterno della Rcf Arena

REGGIO EMILIA «Siam quelli là, siam quelli là. Quelli tra palco e realtà». La festa per Luciano Ligabue comincia ben prima delle 21. I suoni si mescolano nell’atmosfera reggiana in una sospensione perfetta tra la canzone che si respira verso le 12,30 in via Adua: “Tra palco e realtà”.

Campovolo, Ligabue e il videoracconto del concerto "30 anni in un giorno"



Le due dimensioni coincidono per un giorno, anzi per “30 anni in un giorno”, il concerto-evento rimandato per due anni a causa dell’emergenza sanitaria.

“30+2” è lo striscione che meglio sintetizza l’attesa a cui sono stati costretti i fan del Liga prima di ieri. All’incrocio tra via Cisalpina, via Adua e viale Regina Margherita gli agenti di Polizia Locale controllano i varchi. Accesso vietato, salvo per i pullman carichi di sostenitori del rocker.



Presso un noto supermercato dell’area un gruppo di quattro giovani estrae altrettanti panini per condirli con salumi. Sarà il sostentamento prima del concerto. Un pranzo sufficiente, vuoi per il caldo vuoi per la tensione.

Le giovani parlano reggiano e sono appassionate di Ligabue da tempo. Ancora duecento metri e si incontra una coppia proveniente dal Lazio per festeggiare dal vivo il cantante nato a Correggio, cresciuto a Reggio Emilia, divenuto un’icona della musica nazionale.

In un bar all’incrocio con via Adua le note trasmesse all’esterno sono rigorosamente del Liga. “Tra palco e realtà” è il canto che unisce i clienti all’esterno. Un boccone e via verso il Campovolo per l’inaugurazione della Rcf Arena Reggio Emilia con il beniamino di casa e gli ospiti.

Il parterre rimane di prestigio nonostante l’assenza dell’ultimo minuto di Piero Pelù, infortunatosi durante il concerto di Milano.

Il vero “magnete” si conferma però il neo ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica. Ligabue si presenta alla stampa verso le 17,15 di ieri.

La voce è ferma, l’emozione palpabile negli occhi del cantante. «Ho voluto vedere se riesco a srotolare il nastro», garantisce Ligabue, rispondendo a una domanda sulla sua autobiografia.

Nastri di ricordi ne riavvolgono a bizzeffe i sostenitori in attesa. Una famiglia giunta da Agrigento deve ringraziare il maggiore dei due figli (in età adolescenziale) per la trasferta a Reggio Emilia. Una coppia bresciana si spalma la protezione 50 per non scottarsi al sole e descrive l’emozione del primo Campovolo. Così i sostenitori continuano a chiamare l’ex aeroporto che ospita il concerto-evento, con buona pace del nome ufficiale.

Lungo la strada si incontrano forze dell’ordine schierate a pattugliare rotatorie e luoghi sensibili. I modi per far trascorrere più piacevolmente le ore sono numerosi. Tre amiche si danno alle carte da gioco e scherzano su utilizzi più o meno legali degli occhiali da sole per “spiare” le mosse altrui. I bagni “calamitano” dopo pranzi veloci e tanta acqua, bevande zuccherate e tantissima birra. Le bevande alcoliche sopra i cinque gradi sono proibite nella zona rossa e gli steward si dimostrano inflessibili all’ingresso dell’Arena.

Il prato all’esterno rappresenta però un porto sicuro. Poco distante, è posizionato lo stand di una celebre marca che produce birra. Così i tanti contenitori per la raccolta differenziata posizionati da Iren lungo il percorso che collega la stazione alla Rcf Arena diventano un “mix” di carte, bottiglie di birra e tanto altro ancora.

L’area verde al confine tra via del Chionso e via dell’Aeronautica diventa una zona per picnic e sonnellini. Spesso c’è un lungo viaggio da smaltire e soprattutto una lunga notte da vivere. «Certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai», canta il Liga. E i sostenitori lo sanno bene.l