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Ultimo arriva al Braglia: «Finalmente sul palco la mia vita ricomincia ora»

Il 30 giugno riporterà un concerto live nell'impianto modenese

Modena.  «Non mi sento arrivato, la fame è sempre la stessa». Ultimo, dopo due anni di rinvii causa covid, torna finalmente alla dimensione live, quella che lui preferisce, con il tanto atteso tour negli stadi: il via stasera da Bibione, prima di 15 date, con 10 sold out e oltre 550mila biglietti venduti. il 30 giugno sarà allo stadio Braglia di Modena.

«Una cosa enorme, ma a 26 anni non posso sentirmi arrivato. Non è una partenza né un arrivo, è un passo di un percorso in continua evoluzione», racconta non senza un po' di emozione il cantautore romano poco prima di salire sul palco. Con la stampa, e con le critiche, non ha sempre avuto un rapporto facile, ma l'artista 26enne - il più giovane negli stadi - sembra più maturo e più centrato. «Anche la rabbia c'è sempre - ammette con un sorriso -, ma sto lavorando su me stesso per essere meno rancoroso».

Domenica il via al tour davanti a 28mila persone. «È un momento particolare - confida ancora Ultimo -. Vengo da questi due anni in cui in ogni momento ho pensato a questo». Perché, spiega, «ogni cosa che faccio, la faccio pensando al concerto, per i concerti. Rimandarli, è stato rimandare la mia vita, senza una prospettiva certa di ritorno. Ora posso tornare a dare un senso alla mia vita». Due anni che non sono stati facili, in cui Ultimo ha dovuto fare i conti con chi diceva che era già finito e con una profonda solitudine (ed è nato poi l'ultimo album Solo). «Non sono un artista che finge di vedere solo ciò che funziona. Nella vita ci sono alti e bassi, ma se un anno non si vince la Champions non è un segno di debolezza. Mi sento pronto ad accettare qualsiasi cosa, perché se sei coerente in quello che fai, non puoi avere nessun rimpianto». Quando il mondo si è fermato, nel marzo 2020, la stella di Ultimo brillava alta, con un tour negli stadi a 24 anni. Poi l'improvviso stop. «Onestamente mi è mancata la terra sotto i piedi, in una situazione così hai paura di perderti. Ho pensato che qualcosa sarebbe cambiato: in meglio o in peggio? A guardare oggi i 15 stadi, direi meglio così». Per rispetto a chi ha tenuto il biglietto nel cassetto due anni e mezzo «la scaletta è un equilibrio tra i miei quattro album».

Tra i brani, per due ore di spettacolo, anche il nuovo singolo "Vieni nel mio cuore", «un brano che per la prima volta ho scritto per un'occasione specifica: il live». Di sicuro non ci sarà Ed Sheeran, con il quale ha collaborato nella versione italiana di 2Step. «Sono un suo fan scatenato: mi ha stupito il suo essere una persona alla mano e che trovi il tempo per rispondere a me». Qualche ospite potrebbe però esserci nelle prossime date. Niccolò, il suo nome all'anagrafe, è un grande ascoltatore di musica italiana. «De Gregori, Baglioni, Venditti: ma non credo di assomigliare a nessuno di loro. Ho sempre voluto trovare la mia identità. Con loro però mi confronto, accettando i loro consigli». E poi passaggio obbligato su Sanremo, che lo proiettò nel mondo dei grandi. «Adesso non ci penso, per il festival serve il pezzo giusto e per ora non c'è». Ultimo, Goodwill Ambassador Unicef dal 2019, ha deciso di devolvere parte dell'incasso ricavato dalla vendita dei biglietti del tour ai progetti di lotta alla malnutrizione e a sostegno di vaccinazioni, impianti idrici e servizi igienico sanitari in Mali, dove nel 2020 è stato in missione sul campo. «E' scontato essere contro la guerra, ma è essenziale ripeterlo. La musica può dare conforto, ma per risolvere i conflitti ci vuole altro».