Prima ha parlato a circa duecento adulti: soci del Lions Club Alberto Pio presieduto da Cristina Ascari, che l'avevano invitata a Carpi, genitori, educatori ed insegnanti; poi ha intrattenuto i cinquecento alunni delle medie Guido Fassi e dell'Istituto comprensivo Carpi 2, con il direttore didattico Attilio Desiderio in testa. La criminologa di fama internazionale Roberta Bruzzone, fra un intervento televisivo a “La vita in diretta” e a “Porta a Porta” con Bruno Vespa, è stata carpigiana per un giorno in una iniziativa che ha visti coinvolti anche gli atleti dell'Universal Pallavolo di Stefano Allorini e l'associazione “La caramella buona” che da anni è schierata in difesa dei minori nella lotta contro la pedofilia. Internet e network, pedofilia, pedopornografia e bulllismo sono stati infatti al centro degli interventi di Roberta Bruzzone che ha espresso alla sua maniera, con chiarezza ed appassionatamente, i nodi principali del crescente disagio giovanile. «Esiste una frattura fra questa generazione adulta e i propri figli, ragazzi fra i 12 ed i 16 anni - ha spiegato la criminologa - che molti adulti credono di colmare regalando ai figli il telefonino e il computer. Questi due strumenti, se usati liberamente e senza controlli, creano un mondo virtuale in cui i giovani si perdono. La rete di per sè non è una cosa brutta ma può diventare pericolosa, alienante e fuorviante. Perché sul web non esistono sistemi di tutela e così nascono il cyberbullismo e il cyberstalking che sono all'origine di clamorosi gesti di violenza e di suicidi fra i più giovani e meno tutelati, vittime a volte di adulti pedofili. In un recente caso di suicidio di una quattordicenne, abbiamo appurato che il branco l'aveva subissata di messaggini infamanti: tante piccole mani virtuali l'hanno spinta a togliersi la vita». A volte si entra in rete per noia ma c'è chi, adulto, ne approfitta. «Per questo - ha aggiunto dal canto suo l'avvocato Mirabile,presidente de La caramella buona - stiamo lottando in Parlamento per un incremento delle pene ai pedofili e per l'istituzione di norme che consentano di seguire i pedofili nei loro spostamenti. Proprio a Carpi, undici anni fa, eravamo agli inizia della nostra attività, un pedofilo già condannato più volte in altre città fu assicurato alla giustizia perché riconosciuto da un vigile nostro collaboratore mentre si aggirava fra i giovani della piscina o in stazione Fs in cerca di nuove vittime». (f.s.)
«Attenti al bullismo sui social network: genitori vigilate»

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